La nuvola ibrida di Ibm si unisce alle capacità di gestione dei container di Red Hat. Le due aziende hanno annunciato una nuova partnership per estendere le soluzioni Cloud Private e Cloud Private for Data and middleware di Big Blue all’interno di Openshift Container Platform e Certified Containers di Red Hat. Oltre alla possibilità di effettuare il deployment di container ricorrendo alle soluzioni del vendor open source, gli sviluppatori potranno ricorrere ai servizi sulla nuvola di Ibm riguardanti blockchain, Internet delle cose e intelligenza artificiale: gli strumenti che costituiscono il pacchetto di apprendimento approfondito di Big Blue, PowerAi, saranno anch’essi disponibili sulla piattaforma di Red Hat. Ibm Cloud Private è un servizio che viene eseguito sull’infrastruttura del cliente, basato su framework aperti come Kubernetes e Cloud Foundry, e caratterizzato da componenti per l’implementazione self-service, il monitoraggio, la sicurezza e altro.

Red Hat e Ibm non sono nuove a questo genere di collaborazioni. La loro partnership è infatti di lunga data e risale a cavallo fra gli anni Novanta e i Duemila, quando iniziarono a offrire soluzioni in modo congiunto. L’anno scorso, ad esempio, il colosso di Armonk è diventato Certified Cloud and Service Provider di Red Hat. In questo modo i clienti possono velocizzare l’estensione dei carichi di lavoro dall’on-premise a Openstack Platform e Ceph Storage nel cloud di Ibm.

Pochi giorni fa, invece, il vendor open source di Raleigh ha ufficializzato un nuovo accordo con Hpe sempre nell’ambito containerizzazione. Ricorrendo a nuove integrazioni, servizi e architetture di riferimento, le aziende possono gestire al meglio questa tecnologia sfruttando come base hardware i sistemi di storage e infrastrutturali di Hewlett Packard Enterprise (3par, Nimble Storage, Hpe Synergy) e come strumento di gestione la Red Hat Openshift Container Platform. Le singole novità arriveranno un po’ per volta, da adesso all'autunno.