L’Associazione bancaria italiana ha deciso di approfondire le proprie conoscenze sulla blockchain. Il Centro di ricerca e innovazione per la banca di Abi ha dato il via a nuovi test per verificare la robustezza della piattaforma Spunta Project, applicazione basata sui registri distribuiti per la gestione dei processi di spunta interbancaria (la riconciliazione che verifica la corrispondenza delle attività di due operatori, come nel caso di transazioni tra due clienti di istituti differenti). Insieme a Ntt Data, Sia ed R3, Abi Lab sta sperimentando la soluzione su 37 nodi, duecento banche e 200 milioni di dati: l’obiettivo è verificare la tenuta dell’infrastruttura simulando i volumi di una normale giornata lavorativa in Italia su un arco di 365 giorni. La riconciliazione delle informazioni avverrà in un ambiente distribuito geograficamente e all’interno di una rete privata.

Le prime sperimentazioni erano partite in autunno, con il caricamento sulla blockchain di sessanta giorni di dati reali, pari a 1,2 milioni di movimenti effettuati da 14 istituti di credito su altrettanti nodi dell’infrastruttura. Con l’integrazione della catena di blocchi, Abi Lab punta a velocizzare il meccanismo di verifica e ad aumentare la trasparenza del sistema.

La spunta è infatti un processo già basato su registri bilaterali, quindi conservati da entrambe le parti, e ben si presta a test con la blockchain. È un settore ancora oggi poco standardizzato (pur basandosi su un primo regolamento nato negli anni Settanta) e caratterizzato da modalità operative non avanzate. Non a caso, secondo il rapporto Abi Lab 2019, il 42 per cento dei progetti focalizzati sulla catena di blocchi in ambito bancario riguarda proprio i trasferimenti di dati sia all’interno dell’istituto sia verso realtà terze.