I dati possono valere oro per le aziende. Non solo, come noto, quelli dei clienti o utenti ma anche quelli della propria forza lavoro: così svela uno studio di Accenture Strategy, presentato al World Economic Forum di Davos e condotto nell’ottobre del 2018 su 1.400 dirigenti c-level e su 10mila dipendenti di aziende italiane, francesi, svizzere, spagnole, tedesche, britanniche, olandesi, statunitensi, brasiliane, giapponesi, cinesi e indiane. Dai ciò che i dipendenti sono, pensano e fanno si può ricostruire il “DNA dell’azienda”, come lo definisce Accenture, e da questo sapere si può trarre potenzialmente un valore di 3.100 miliardi di dollari.

 

La cifra è stata calcolata considerando che, in media, ottenere o non ottenere dati dai dipendenti incide per il 12,5% sul fatturato di un’azienda. La percentuale varia a seconda del settore di mercato, risultando ancor più alta nelle aziende che si occupano di tecnologia e software, viaggi, salute, beni di consumo e banking (vedi tabella).

 

Ma come si fa a ottenere i dati dei dipendenti? Qui sta forse il senso più profondo del sondaggio, al di là delle cifre. Bisogna conquistare la fiducia delle persone ma anche, più prosaicamente, il loro interesse. Tra i lavoratori intervistati, nove su dieci (92%) hanno ammesso di essere disposti a cedere dati che li riguardano pur di guadagnarci qualcosa in termini di produttività, di migliore collaborazione con i colleghi, di benessere o di un qualche tipo di incentivo. Il do ut des è dunque uno dei motori che potrà favorire la raccolta dati e il conseguente incremento di giro d’affari.

 

L’altro, come si diceva, è la fiducia e da questo punto di vista la situazione attuale non è delle migliori: sono i dirigenti stessi ad ammettere, sette su dieci, che la propria azienda non utilizza i dati dei lavoratori in modo molto responsabile. L’assenza di regole precise in materia non favorisce la serenità delle strategie, tant’è che il 31% delle imprese eviterà di fare investimenti in tecnologie di raccolta dati a causa delle legittime preoccupazioni dei dipendenti. Una su due (49%) invece proseguirà per la sua strada, continuando a raccogliere dati senza particolari modifiche sul fronte della responsabilità.

 

 

L’impatto della fiducia dei dipendenti sulle performance economiche dell’azienda

 

“In un’epoca in cui le nuove informazioni ricavate dai dati sul personale vengono impiegate dalle aziende come mezzo per promuovere una crescita di valore, una leadership responsabile è fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia con i dipendenti”, commenta Marco Morchio, strategy lead per l’Italia di Accenture.La fiducia è la valuta più preziosa: conduce all’innovazione e alimenta la crescita liberando il potenziale del singolo”.