A organizzare al meglio la nostra giornata, fra lavoro, famiglia, spostamenti e commissioni, da oggi penserà Microsoft To-Do. Una nuova applicazione di tipo “task manager”, ovvero che aggrega funzioni di agenda, liste e notifiche sulle attività da svolgere nel corso della giornata, mettendole in ordine di priorità, cancellando gli impegni già evasi e inviando dei “suggerimenti” nel caso ci dimenticassimo o non avessimo tempo di fare qualcosa. L'app appena presentata da Redmond, al momento disponibile come anteprima per Windows 10, Android, iOS e versione Web, ricorda prodotti già esistenti, come Todoist (la quale vanta già oltre 4 milioni di installazioni).

Ricorda, soprattutto, Wunderlist: il prodotto dell'omonima società acquisita da Microsoft due anni fa e che all'epoca già poteva contare 13 milioni di utilizzatori su un po' tutti i sistemi operativi per smartphone e per Pc (Android, iOS, mac OS, Windows e Windows Phone, oltre alla versione Web). Che cosa ne è stato? Proprio da questa tecnologia e dal team dei suoi sviluppatori è nata Microsoft-To-Do. Al momento la cara vecchia Wunderlist rimane fruibile e installabile, ma non sarà così per sempre: “Quando saremo certi di aver incorporato in To-Do il meglio di Wunderlist, la ritireremo. Il nome e l'icona potranno anche cambiare, ma il team creatore continuerà a esserci”, ha scritto l'azienda in un blogpost.

Non si tratta comunque di un semplice rebranding, peraltro discutibile, poiché la nuova app mira a realizzare, nei prossimi mesi, una perfetta integrazione con Office 365 e con i suoi applicativi. Si comincia, in questa versione di anteprima, dall'integrazione con Outlook. Ciò significa la possibilità di importare email e le attività in calendario all'interno dell'applicazione, per poi accedervi da qualsiasi dispositivo dell'utente (Windows, iOS o Android) su cui l'app sia stata installata oppure tramite browser.

Strizzando gli occhi all'utenza business o comunque a chi impieghi lo smartphone come strumento di lavoro, Microsoft si è presa cura di sottolineare come tutti i dati trattati dall'app confluiscano nei suoi data center, opportunamente crittografati, al pari di quanto accade per i file creati su Office 365.