L’adozione su larga scala della metodologia DevOps ha indubbi vantaggi ed è, forse, una necessità per le aziende. Ma non è priva di difficoltà. Un sondaggio di Dynatrace, “Deep Cloud Observability and Advanced AIOps are Key to Scaling DevOps Practices”, condotto da Coleman Parkes su 1.300 leader di sviluppo e DevOps senior in grandi aziende (con oltre mille dipendenti, ubicate in Stati Uniti, America Latina, Europa, Asia Pacifico e Medio Oriente) ha svelato innanzitutto che di questa metodologia ormai nessuno, o quasi, vuol fare a meno. Il 98% degli intervistati, infatti, crede che estendere la metodologia DevOps a un maggior numero applicazioni sia fondamentale per ottenere velocità e qualità nei servizi, dunque per accelerare la trasformazione digitale e l’ottimizzazione dell’esperienza del cliente.

In media, le aziende del campione d’indagine prevedono di aumentare la frequenza dei rilasci software del 58% nei prossimi due anni e questo inevitabilmente metterà sotto pressione i team di sviluppo software e l’IT. Già oggi, peraltro, più di un responsabile DevOps su cinque (22%) si sente spesso sotto pressione di fronte alle richieste di innovazione rapida, al punto di dover sacrificare la qualità del codice software.

 

Come uscire da questa situazione? Bisogna usare meglio il DevOps e far ricorso, laddove necessario, anche all’approccio del site reliability engineering (Sre), secondo cui il personale addetto allo sviluppo software si occupa anche della gestione dei sistemi e dell’automazione. Attualmente, secondo questo studio, circa il 27% del tempo del team DevOps viene speso in operazioni di CI/CD (Continuous Integration, Continuous Delivery) manuali, ed è tempo che potrebbe essere usato invece per attività a maggior valore aggiunto.

 

“Nell’era iper-digitale di oggi, le organizzazioni devono fornire innovazione più velocemente che mai”, ha commentato Andreas Grabner, director of strategic partners di Dynatrace. “Le pratiche DevOps e Sre sono fondamentali per raggiungere questo obiettivo, ma le organizzazioni stanno faticando a ottimizzarle per ottenere la massima velocità, qualità e affidabilità. I team di sviluppo DevOps e Sre sono ancora alle prese con processi manuali che richiedono tempo, una cultura a silo in cui manca una connessione fra i  team e un’esplosione di alert provenienti dagli strumenti di monitoraggio che ostacolano i loro sforzi per accelerare la trasformazione digitale”. 

Secondo il 79% degli intervistati, sarà fondamentale estendere alle pratiche DevOps ed Sre l’uso dell'intelligenza artificiale nelle operations, cioè l’uso di tecnologie AIOps. Inoltre sarà importante riguadagnare controllo e visibilità su tutte le attività di sviluppo e rilascio del software: per il 74% degli intervistati, una piattaforma unificata che integri perfettamente le loro toolchain sarà fondamentale per portare l’approccio DevOps oltre i singoli progetti pilota. Per superare le sfide dell’innovazione rapida, le aziende “hanno bisogno di una soluzione più intelligente che combini osservabilità end-to-end, informazioni precise e automazione continua”, ha sottolineato Grabner. “Questo aiuterà i team a lavorare insieme in modo più efficace e a fornire costantemente software di alta qualità in modo più rapido ed efficiente”.