Il database a grafo completamente gestito di Amazon Web Services (Aws) si chiama Neptune. Il colosso di Seattle ha rilasciato la nuova soluzione, “progettata per il cloud”, per semplificare la creazione e l'esecuzione di applicazioni che lavorano con dataset altamente connessi. Il motore di Neptune è ottimizzato per archiviare miliardi di relazioni ed eseguire query con latenze nell’ordine di pochi millisecondi. I casi d’uso principali spaziano dalla creazione di social network a sistemi di identificazione delle frodi, fino all’elaborazione di motori di raccomandazioni e grafi della conoscenza. Neptune supporta i modelli più diffusi, vale a dire Property Graph e Rdf di W3c, con i linguaggi di query Apache Tinkerpop Gremlin e Sparql e offre repliche di lettura, ripristino point-in-time, backup continuo su Amazon S3 (con storage in grado di ridimensionarsi in automatico) e replica nelle zone di disponibilità.

I dati sono completamente cifrati sia at rest sia in transito e il servizio (ed è questa forse la caratteristica più interessante) è completamente gestito dal team di Aws: gli addetti It delle aziende non dovranno quindi più preoccuparsi di attività classiche come il provisioning dell’hardware, la distribuzione di patch, né di configurazioni aggiuntive o backup. Il gigante statunitense assicura una disponibilità superiore al 99,99 per cento e tempi di recupero degli errori inferiori ai trenta secondi, con il classico modello pay-per-use tipico di Aws.

L’anteprima di Neptune è già stata testata da aziende come Samsung, Siemens, Astrazeneca, Finra, Intuit e Pearson. Con questo nuovo servizio, Amazon Web Services intende offrire un prodotto in più nel mercato dei database a grafo, che nel mondo altamente connesso e in tempo reale del Web stanno conoscendo una grande fortuna, perché capaci di superare le prestazioni dei classici database relazionali.

Questi ultimi, infatti, rispondono in modo ottimale nei casi di applicazioni basate su dati altamente strutturati, ma mostrano il fianco quando è necessario esplorare miliardi di relazioni fra informazioni connesse. Le basi di dati a grafo come Neptune superano i limiti delle query Sql, che richiedono operazioni di join complesse e suscettibili di errori. Inoltre, secondo Aws, le soluzioni open source oggi disponibili non riescono a garantire prestazioni, affidabilità e scalabilità delle edizioni commerciali, ma a loro volta queste ultime sono molto costose e difficili da gestire.