Anche Nvidia ha il suo metaverso, un po’ diverso (anche lessicalmente) da quello immaginato da Facebook (o meglio da Meta) e da Microsoft ma anch’esso parte di uno scenario di digitalizzazione evoluta nel quale sempre di più, che ci piaccia o no, utilizzeremo la realtà virtuale, spostandoci all’interno di spazi digitali, manipolando oggetti fatti di dati e presentandoci agli altri attraverso un avatar. Tra le novità presentate alla conferenza Graphics Technology Conference (GTC) 2021 diverse riguardavano Omniverse, la piattaforma per la collaborazione a distanza di Nvidia, lanciata nel 2020 e attualmente ancora in fase di beta aperta, con circa 70mila utenti attivi. 

Per “collaborazione” qui s’intende qualcosa di diverso dalle Unified Communications and Collaboration di Microsoft Teams, Google Drive o Zoom: siamo nel mondo della creatività, della grafica, della simulazione, dello sviluppo software, ma anche della progettazione meccanica, dell’ingegneria evoluta, della robotica. Omniverse è sostanzialmente una piattaforma di digital twin, cioè di repliche digitali.  "Un tema ricorrente che vedremo”, ha dichiarato il Ceo di Nvidia, Jensen Huang, “è l’utilizzo di Omniverse per simulare digital twin di magazzini, siti produttivi e fabbriche, di sistemi fisici e biologici, del 5G edge, di robot, automobili senza conducente e persino avatar”. Nvidia ha anche annunciato di voler realizzare un digital twin del pianeta Terra, chiamato Earth Two (o E-2) per eseguire simulazioni e previsioni sul cambiamento climatico. Un sistema attualissimo in tempi di dibattito sulle promesse del summit Cop26.

In Omniverse debutta ora un motore per la generazione di synthetic data-generation, chiamato Replicator, che potrà permettere alle aziende di creare migliori digital twin per analisi, simulazioni e previsioni basate su intelligenza artificiale. Due le applicazioni di esempio realizzate da Nvidia con questo strumento sono Drive Sim, un mondo virtuale popolato di repliche digitali di veicoli, e Isaac Sim, uno spazio in cui robot di vario genere possono essere creati e manipolati.

Altra novità interna a Omniverse è Avatar, una piattaforma end-to-end per la creazione di avatar tridimensionali interattivi: interagire con oggetti, esplorare il mondo e anche vedere, ascoltare e parlare. L’applicazione mette insieme le tecnologie grafiche di Nvidia con tecnologie di comprensione del linguaggio basata su AI, visione computerizzata, generazione di raccomandazioni e simulazione. A che cosa possono servire? Per esempio, a creare degli assistenti virtuali molto meno impersonali di quanto non siano i chatbot, e inoltre ad abilitare tutta una serie di esperienze di servizio clienti: dagli ordini fatti in un ristorante alle transazioni bancarie, dagli acquisti alla prenotazione di appuntamenti. Huang ne è convinto: “L’alba degli assistenti virtuali intelligenti è arrivata”. 

Un avatar del fondatore e Ceo di Nivia, Jensen Huang (Immagine: Nvidia); in alto, una simulazione dell'applicazione Isaac Sim.

 

Accanto a ulteriori potenziamenti di Omniverse (tra cui funzionalità di calcolo grafico, realtà virtuale e aumentata), Nvidia ha anche annunciato Drive Hyperion 8, una piattaforma di realtà virtuale per il settore dei veicoli a guida autonoma, che permetterà di condurre test hardware, esercizi di mappatura, simulazioni di percorsi e test di circolazione su strada. I primi modelli di auto dotati di questa novità debutteranno nel 2024.

Dall’Hpc alla sicurezza zero-trust
Nel campo del calcolo ad alte prestazioni (High Performance Computing) è stato annunciato Modulus, un framework che consente di realizzare modelli di machine learning capaci di eseguire simulazioni fisiche su larga scala. Per il training possono essere usati dati provenienti dal mondo reale, così come dati generati da simulazioni su digital twins. Modulus è pensato per attività di alto profilo, come la ricerca medica e le previsioni climatiche. 

Non è mancato un annuncio relativo alla sicurezza informatica: una piattaforma di cybersicurezza zero-trust che combina le data processing unit (Dpu) Nivida BuleField, il kit di sviluppo software Nvidia Doca e il framework basato su intelligenza artificiale Nvidia Morpheus. Il nuovo strumento è utile per proteggere le applicazioni aziendali isolandole dalle infrastrutture e attraverso un continuo monitoraggio delle minacce basato su deep learning. Juniper Networks e Palo Alto sono le prime due aziende del settore a utilizzare sia BlueField sia Doca.