Mettere i bastoni fra le ruote ai cybercriminali ladri di password è un'opera che sta impegnando molti produttori di hardware e software. Lenovo e Intel segnano un passo in avanti verso l'adozione di tecnologie biometriche, e in particolare la lettura dell'impronta digitale, come alternativa alle non troppo infallibili parole chiave: l'azienda cinese è la prima a portare sui propri Pc l'autenticazione conforme agli standard della Fido Alliance. “Invece di doversi affidare alle sole password”, ha spiegato Lenovo in una nota, “gli utenti hanno ora un modo pià sicuro per fare login su siti Web, con un lettore di impronta digitale integrato o con un veloce click su un pulsante”.

Due, quindi, sono le tipologie di procedura contemplate: una è l'autenticazione biometrica, l'altra è il login tramite username e parola chiave (per esempio, per accedere a profili Gmail, Facebok, Dropbox o PayPal), ma reso più sicuro dalla verifica a due fattori e dal controllo dell'identità previsto dalla Fido Alliance. La procedura di login, in sostanza, non viene gestita dal sito Web, servizio o social network, ma dall'autenticatore integrato nei Pc, che verifica che l'utente sia chi dice di essere e poi chiede di cliccare su un pulsante.

Questa novità sarà introdotta tramite aggiornamento software (attraverso Lenovo System Update e Lenovo App Explorer) su tutti i computer portatili con a bordo processori Intel Core di settima e ottava generazione. Quelli con scanner d'impronta digitale integrato potranno usare il metodo biometrico, gli altri eseguiranno la procedura più tradizionale ma resa sicura dal programma Software Guard Extensions di Intel, supportato dai chip più recenti. La lista dei modelli compatibili include Yoga 920, IdeaPad 720S, ThinkPad X1 Tablet (seconda generazione), ThinkPad X1 Carbon (quinta generazione), ThinkPad Yoga 370, ThinkPad T570, ThinkPad P51s, ThinkPad T470s, ThinkPad X270 e ThinkPad X270s. 

 

 

Collaborando con Intel per portare le soluzioni certificate dalla Fido, stiamo affrontando di petto i problemi di sicurezza online”, ha commentato Johnson Jia, senior vice president della divisione PCs and Smart Devices di Lenovo. A suo dire, quella garantita è “una esperienza di autenticazione online più sicura, che riduce la dipendenza dall'utilizzo delle sole password”. Queste ultime sono spesso le involontarie complici dei cybercriminali: secondo uno studio di Verizon di quest'anno, l'81% dei data breach prende il via da credenziali rubate o intercettate perché deboli.