La fase emergenziale della prima parte del 2020 ha sensibilmente accentuato la necessità di collaborare a distanza fra soggetti appartenenti a una medesima organizzazione oppure collegati in una rete di business. Dal punto di vista It, questo si traduce in una forzata accelerazione di alcuni processi di digitalizzazione, che stanno caratterizzando anche questo periodo di cauto ritorno a una normalità, definita "nuova" da più parti, a sottolineare che alcuni aspetti sono destinati a perdurare nel tempo a venire.

La necessità di automatizzare il più possibile i workflow aziendali è dunque diventato uno dei temi portanti sulle agende dei Cio impegnati nella revisione delle priorità collegate alla trasformazione digitale e di questo vorrebbe beneficiare uno specialista come ServiceNow, non a caso già pronta con la nuova release Paris della propria piattaforma Now: "La pandemia Covid-19 ha messo in luce la presenza di collegamenti deboli e silos nella catena del valore delle aziende", ha commentato Paul Smith, senior vice president e general manager  Emea della società. "Non è possibile essere agili quando si hanno diversi sistemi specializzati in un solo compito, che si tratti di vendite, risorse umane o servizi finanziari. Noi vogliamo fare da ponte fra le piattaforme oggi presenti in molte realtà".

La nuova release si pone l'obiettivo di supportare le aziende che devono adattarsi alle attuali pratiche di lavoro, proponendo sei nuovi prodotti, che vanno a rafforzare il service management fra le organizzazioni, ovvero i flussi di lavoro It e quelli dei dipendenti, ma anche quelli indirizzati alla clientela.

Una prima novità deriva dall'acquisizione di Fairchild Rs e va in direzione della business continuity. La soluzione, già presente come app ma ora totalmente riscritta, integra la capacità di identificare rischi, determinare obiettivi di recovery, creare piani concreti di ripristino basati su differenti scenari ed effettuare test in fase di simulazione di eventi.

Inoltre, se già 18 mesi fa ServiceNow aveva rilasciato un software asset management per i team It, ora viene aggiunta anche la componente hardware, proprio per aiutare le aziende a gestire una complessità che la pandemia ha accentuato in termini di luoghi ove si trovano le risorse aziendali: "Si tratta di una sfida paragonabile a quella delle supply chain", ha spiegato Chris Pope, vice president Innovation di ServiceNow. "Occorre una maggior capacità di pianificazione e questo parte dalla comprensione di ciò che si ha, dove si trova e come può essere sostituito rapidamente in caso di necessità".

Chris Pope, vice president Innovation di ServiceNow

Paris contiene anche una soluzione specifica per i dipartimenti legali delle aziende. L'intento è di semplificare i workflow, in ambiti come quello contrattuale, integrandosi anche con soluzioni di terze parti: "Non vogliamo essere un repository per la gestione documentale", ha precisato Pope, "ma ci proponiamo di gestire i processi che ruotano intorno alla produzione dei documenti".

Tre nuove declinazioni verticali si aggiungono all'offerta ServiceNow e sono indirizzate ai servizi finanziari, al service management e alla gestione delle performance di rete delle Telco. Completa il quadro Automation Designer, una feature che integra strumenti visuali e collaborativi per creare workflow complessi e si indirizza soprattutto ai dipartimenti di customer service e risorse umane.