Intel stupisce gli analisti di Wall Street e gli azionisti la premiano. Nei risultati del quarto trimestre dell’anno fiscale 2019, pubblicati ieri, la società di Santa Clara sfoderato ricavi pari a 20,21 miliardi di dollari, ben superiori ai 19,23 dollari ipotizzati da Wall Street (nonché in crescita dell’8% anno su anno), e un utile per azione di 1,52 dollari, contro gli 1,25 dollari pronosticati dagli analisti. Il profitto operativo trimestrale, 6,8 miliardi di dollari, ha segnato un incremento del 9% rispetto al dato di un anno prima, ma il vero exploit si è visto sull’utile netto: 6,9 miliardi, il 33% in più.

I buoni risultati del trimestre hanno contribuito all’andamento dell’intero anno fiscale, che è però decisamente meno entusiasmante. Crescono del 2% i ricavi, a 72 miliardi di dollari, e del 5% l’utile per azione, mentre è piatto l’andamento dell’utile netto e calante quello del profitto operativo. Nel corso dei dodici mesi l’azienda ha generato la cifra record di 33,1 miliardi di dollari di contante dalle operations, ha pagato 5,6 miliardi di dividendi e ha utilizzato 13,6 miliardi per il riacquisto di 272 milioni di azioni.

(Fonte: Intel)

 

La sfera d’offerta più in crescita a valore è quella di Mobileye, frutto dell’acquisizione dell’omonima azienda israeliana, riguardante le soluzioni per i veicoli self-driving: +26% anno su anno, per un giro d’affari di 879 milioni di dollari. La parte più sostanziosa spetta ancora ai processori per Pc (la divisione Pc-Centric Group), da cui derivano 37,1 miliardi di dollari di ricavi annui. L’andamento complessivo è piatto rispetto al 2018, ma nell’ultimo trimestre 2019 le vendite sono cresciute del 2% (versus quarto trimestre 2018) grazie alle richieste di componenti per modem e computer desktop.

Simile la dinamica delle vendite di  processori per server (Data Center Group), che hanno fruttato 23,5 miliardi di dollari, con un incremento lieve sull’intero 2019 rispetto al 2018 (+2%) ma notevole nell’ultimo trimestre (+19% anno su anno), “spinto dalla forte domanda da parte dei cloud service provider clienti”, ha spiegato l’azienda. La parte finale del 2019 è stata segnata anche dall’acquisizione di Habana Labs, startup specializzata in chip di intelligenza artificiale: per lei Intel ha speso 2 miliardi di dollari.

“Nel 2019, abbiamo guadagnato punti percentuali in un mercato potenziale in espansione, di clienti che necessitano di più prestazioni per elaborare, movimentare e conservare dati”, ha dichiarato il Ceo, Bob Swan. “Trascorso un anno del nostro piano finanziario di lungo termine, abbiamo superato le nostre aspettative di ricavi e di utili per azione”.