Il reparto IT rivendica la propria rilevanza in azienda, e oggi può permettersi di farlo. L’accelerazione della trasformazione digitale indotta dalla pandemia di covid ha avuto dei riflessi sul modo in cui l’IT viene percepito dai colleghi e dai vertici aziendali, ma anche su motivazioni e progetti per il futuro. Ad affermarlo è una ricerca condotta per conto di Pure Storage dalla società di consulenza Insight Avenue, che nei mesi di aprile e maggio scorsi ha interpellato 504 responsabili IT appartenenti ad aziende europee (Italia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Spagna e Svizzera) da oltre cinquecento dipendenti.

 

Il 79% degli intervistati si è detto soddisfatto dell'impatto che è riuscito a produrre in azienda nel corso dei dodici mesi precedenti. Il 44% dei responsabili IT pensa di aver saputo creare una infrastruttura tecnologica molto robusta, il 38% ha messo a fattor comune la propria cultura e processi improntati all’agilità. Oggi, dunque, dominano i sentimenti positivi e l’impressione di aver dato un contributo essenziale nel superamento delle difficoltà della pandemia.

 

In particolare, il 58% degli intervistati si sente motivato nel lavoro perché crede che l’IT abbia saputo dimostrare il proprio valore, il 56% è entusiasta del fatto che l'IT abbia finalmente voce in capitolo sulle strategie dell’azienda e il 56% rileva un collegamento diretto tra i cambiamenti tecnologici e i risultati di business. Solo il 23% degli intervistati si è detto entusiasta e motivato dalla tecnologia in sé. Tuttavia ben il 50% dei responsabili IT si sente frustrato dalla mancanza di riconoscimenti per il ruolo svolto. Altri motivi di insoddisfazione derivano dalle discordanze di opinioni sulle priorità e sulla risoluzione reattiva dei problemi (48%) nonché dalla costante pressione per riuscire a innovare e allo stesso tempo tagliare i costi (35%).

 

“Quando è scoppiata la pandemia, i responsabili IT hanno avuto l'immensa responsabilità di riuscire a far proseguire le operazioni e isolare le aziende da ogni problema di tipo fisico e finanziario. Durante l'ultimo anno questa pressione si è evoluta, e oggi il focus è sulla definizione di una panoramica strategica del cambiamento delle esigenze aziendali”, ha commentato Mauro Bonfanti, regional vice president Emea di Pure Storage. “Guardando avanti, è essenziale che le necessità del business vengano bilanciate e prioritizzate affinché i Cio possano continuare a fornire la tecnologia necessaria per creare un impatto significativo sugli utenti”.

 

Alla domanda su quali sarebbero state le priorità dell’anno a venire, la focalizzazione sui risultati nel supportare le attività aziendali è stata citata dal 52% degli intervistati, vision e strategie dal 50%, le metodologie sperimentali/agili dal 37% e la gestione dei team IT dispersi dal 37%. Fra gli obiettivi strategici per il 2021 e 2022, in prima linea ci sono l’agenda green (importante per ben il 63% degli  intervistati italiani, la più alta percentuale in Europa), il potenziamento dei team IT con nuovo personale (50%) e la formazione di nuove competenze nel team (44%). 

 

In assoluto, le priorità specifiche per il reparto IT saranno l’accelerazione della trasformazione digitale (83%), il miglioramento dell’esperienza di lavoro ibrido o da remoto dei dipendenti (79%), il miglioramento dell’esperienza dei clienti (79%) e l’integrazione dell’agilità all'interno dell'azienda (77%). Inoltre i responsabili IT sono intenzionati a consolidare i rapporti di collaborazione con altre figure aziendali, e in particolare i chief product officer (per il 48% degli intervistati), i chief operating officer (48%) e amministratori delegati (40%).