La stampa in 3D, i Big Data, le nanotecnologie, la realtà aumentata sono davvero tecnologie rivoluzionarie, e – se lo sono – le aziende italiane sono pronte ad accogliere questa rivoluzione? Domande a cui esponenti del mondo Ict e ricercatori universitari cercheranno di rispondere il prossimo 9 ottobre a Brescia in occasione del convegno Digital Manifacturing: si parlerà di printing 3D e di altre innovazioni tecnologiche che impattano sul settore manifatturiero, nel mondo e soprattutto in Italia. Sponsorizzato dall’Università di Brescia e dal suo laboratorio di ricerca Supply Chain & Service Management Research Group, e ospitato dal Centro Servizi Multisettoriale e Tecnologico (via Branze, 45), l’evento cercherà di rispondere, in particolare, a due domande: dove e come si collocano le imprese manifatturiere Italiane rispetto alla montante onda tecnologica? Sapranno cavalcarla, oppure vedranno ulteriormente crescere il gap competitivo rispetto ai concorrenti Europei?

L’agenda dei lavori, coordinata dal giornalista Gianni Rusconi (Il Sole 24 Ore, Technopolis), si aprirà dopo le registrazioni e il caffè di benvenuto con la presentazione dei risultati di uno studio firmato da Andrea Bacchetti e Massimo Zanardini, ricercatori della Università di Brescia; si proseguirà con un intervento di Elio Bergamaschi, Plm senior business analyst di Siemens, che illustrerà la visione di digital manifacturing della multinazionale, e poi ancora con una serie di altre testimonianze aziendali. Dopo il dibattito conclusivo ci sarà tempo per un aperitivo di commiato.

Perché essere presenti? L’evento (a partecipazione gratuita, previa iscrizione online e soggetta alla disponibilità di posti) si rivolge in particolare agli imprenditori e ai manager operativi nelle aree di ricerca e sviluppo, ingegneria, produzione, qualità, It e post-vendita. Si parlerà di stampa e scansione 3D, ma anche di Internet delle Cose, di realtà virtuale e aumentata, di intelligenza artificiale, di nanotecnologie e materiali avanzati.

L’obiettivo è quello di illustrare i vantaggi e le sfide di una trasformazione che investe un po’ tutta l’industria manifatturiera, e non solo le aziende che mirano a definirsi pioniere.  “Le aziende italiane, ma non solo, stanno affrontando un periodo ricco di cambiamenti, che si susseguono a velocità notevolmente superiore a quanto già accaduto in precedenti momenti storici”, ha commentato Andrea Bacchetti. “Saper cogliere le direttrici di questo cambiamento è fondamentale per poter trasformare questi input in concreti percorsi di cambiamento”.

Tre, in particolare, le direttrici a cui fa riferimento Bacchetti. La prima è l’evoluzione dell’identità stessa della manifattura, da industria produttrice di beni materiali a settore che sempre più svilupperà soluzioni, composte da prodotti e da servizi integrati fra loro. La seconda tendenza da considerare è il cambiamento della domanda : “Il trend (medio) della domanda commerciale di prodotti sta assumendo un andamento completamente differente rispetto a pochi anni fa”, spiega Bacchetti. “Le aziende sempre di più si trovano e troveranno a competere all’interno di mercati stazionari o addirittura in recessione, rendendo necessario (talvolta imprescindibile) intraprendere percorsi di internazionalizzazione”.

Infine, le aziende manifatturiere dovranno fare i conti con la sempre maggiore frammentazione della domanda di prodotti, legata alla volontà del cliente di personalizzare il bene acquistato. Una sorta di “customizzazione” di massa, che ridefinisce il concetto di economie di scala e oggi già anticipata dal fenomeno della stampa 3D on demand.  “In questo scenario competitivo in profonda evoluzione s’inseriscono le nuove tecnologie digitali, ora disponibili a prezzi accessibili anche alle piccole  e medie imprese”, conclude il ricercatore.