Non è tutto oro ciò che luccica fra i cinguettii di Twitter. L’8,5% dei profili creati sulla piattaforma di microblogging, ovvero circa 23 milioni di account, non corrisponderebbero a utenti in carne e ossa, società o gruppi legittimi, bensì a bot create (fra le altre cose) per generare spam e link in entrata. Lo ha ammesso la stessa Twitter in un documento ufficiale, destinato alla Securities and Echange Commission statunitense.

Il calcolo si riferisce ai dati aggiornati alla fine di giugno. La società ha specificato, in ogni caso, come non tutti questi 23 milioni di profili siano un mezzo per propagare spam: soltanto il 5% degli account, a detta di Twitter, risponde a questo scopo, mentre altre bot vengono create per fini legittimi, per esempio per offrire customer care o per aggregare notizie. 

In ogni caso, per gli inserzionisti il risultato è il medesimo, ovvero l’assenza di un target “umano” a cui indirizzare i propri messaggi pubblicitari. Nel secondo trimestre di quest’anno il social network ha rastrellato 277 milioni di dollari di introiti pubblicitari, una cifra più che doppia rispetto a quella del secondo quarter del 2013 e per l’81% rappresentata dalle inserzioni per il mobile. e per ben l’81% legati alla raccolta pubblicitaria per il mobile.

Nel medesimo report, Twitter ha anche svelato che circa il 3% dei profili attivi mensili, 8 milioni, utilizza TweetDeck o Twitter for Mac. L’11% degli utenti, invece, accede al social network attraverso applicazioni che non sono di proprietà dell’azienda dell’uccellino, come per esempio Tweetbot o Flipboard. Oggi la piattaforma vanta  271 milioni di utenti attivi mensili, il 24% in più rispetto a un anno fa, con 16 milioni di nuovi account creati nel solo secondo trimestre del 2014.