Si sapeva che il momento sarebbe prima o poi arrivato, mancava soltanto una data più o meno esatta. Nel 2017 il prezzo per gigabyte delle unità a stato solido sarà maggiore di soli 11 centesimi di dollaro rispetto ai dischi fissi. Secondo Dramexchange, divisione della società di analisi Trendforce, nell’ultimo trimestre il costo degli Ssd più comuni è sceso di un ulteriore 10% rispetto al periodo analogo del 2014, segnando così il quarto trimestre consecutivo di ribasso. Ma l’adozione dei drive a stato solido nei computer sarà più lenta del previsto, a causa di un mercato debole: Dramexchange ha quindi rivisto al ribasso le stime di adozione per il 2015, limandole al 25-28%. L’anno prossimo, invece, si supererà il 30% nel comparto notebook, grazie anche a una sostanziale parità dei costi tra le Ssd da 256 GB e i dischi fissi di capacità analoga. E la “guerra dei prezzi” continuerà anche per i prossimi 12 mesi. I principali Oem protrarranno le loro campagne aggressive con l’obiettivo di conservare o di espandere le proprie quote di mercato.

Samsung, ad esempio, manterrà la stessa politica per i propri Ssd realizzati con processo Tlc 3d Nand e per gli Ssd Dram-less, con lo scopo di guadagnare un market share maggiore tra i produttori di Pc. Sandisk, che non starà a guardare e che anzi sta rapidamente guadagnando terreno sul diretto concorrente, ha avviato la produzione delle proprie linee di unità a stato solido “a tre dimensioni” e dei prodotti Dram-less già da metà 2015. La competizione verterà principalmente sulle unità flash multi-level cell e la battaglia tra i produttori continuerà almeno per tutta la prima parte del 2016.

Ovviamente, il mercato degli Ssd deve fare i conti con quello dei computer. Secondo Trendforce, nel terzo trimestre del 2015 sono stati consegnati a livello mondiale 43,3 milioni di notebook, con una crescita del 13% dovuta soprattutto al periodo prescolastico. “Non si tratta comunque di numeri impressionanti, perché il secondo trimestre è stato più corto”, riporta la società di analisi. I distributori sono quindi stati cauti con le politiche di sconti, perché si aspettavano una riduzione ancora maggiore dei costi delle flash Nand.

 

 

Ma, e questo non sembra essere in dubbio, il prezzo per gigabyte delle unità a stato solido continuerà rapidamente a scendere, come ha fatto negli ultimi anni. Nel 2012 il prezzo per gigabyte di un Hdd era pari a nove centesimi di dollaro, mentre quello delle Ssd era undici volte maggiore (99 centesimi). Già nel 2013 quest’ultimo valore era sceso a 68 centesimi (-31%), per toccare nel 2015 i 39 centesimi (-60% rispetto al 2013). Nel frattempo, il prezzo per GB dei dischi fissi era arrivato a sei centesimi di dollaro, per una una riduzione del 33% rispetto a due anni prima. E il trend, come detto, si protrarrà anche nel prossimo periodo.

Tra qualche settimana si avranno i dati dell’ultimo trimestre dell’anno, tradizionalmente il più forte a causa delle feste natalizie, ma sarà difficile vedere prestazioni esaltanti. Secondo Alan Chen, senior manager di Dramexchange, le consegne saranno ancora limitate a causa degli aggiustamenti di inventario dei produttori. Tranne nei casi dei MacBook, che continueranno a crescere. I computer Apple non sembrano conoscere crisi.