01/07/2026 di Giancarlo Calzetta

Terapia intensiva neonatale: risultati migliori con l’automazione

Sheffield Teaching Hospitals automatizza l'integrazione dei dati dei ventilatori neonatali con Ascom: meno errori, 1.440 rilevazioni al giorno e oltre 52 giorni di lavoro infermieristico recuperati ogni anno

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La trasformazione digitale della sanità passa sempre più dalla capacità di collegare dispositivi medici e sistemi informativi, eliminando attività manuali che sottraggono tempo all'assistenza e introducono inevitabili margini di errore. Sheffield Teaching Hospitals NHS Foundation Trust, uno dei principali fornitori di servizi sanitari del Regno Unito, ha scelto di automatizzare l'acquisizione dei dati provenienti dai ventilatori neonatali integrandoli direttamente nella cartella clinica elettronica attraverso una soluzione di Medical Device Integration (MDI) sviluppata da Ascom.

La digitalizzazione di un reparto dove ogni dato può fare la differenza

La Neonatal Intensive Care Unit (NICU) di Sheffield rappresenta un centro di riferimento regionale per la cura di neonati prematuri o affetti da patologie congenite e condizioni cliniche particolarmente complesse. Dal 2023 il reparto è coinvolto nel programma di trasformazione digitale dell'intero ospedale, con l'obiettivo di modernizzare i processi clinici attraverso tecnologie innovative. Prima dell'introduzione della nuova piattaforma, infermieri e operatori sanitari erano costretti a trascrivere manualmente, a intervalli regolari, le impostazioni dei ventilatori e i principali parametri fisiologici dei pazienti all'interno del sistema informativo clinico, un'attività apparentemente semplice ma estremamente delicata. Errori di digitazione, omissioni o ritardi nell'aggiornamento dei dati possono infatti compromettere la qualità della documentazione clinica, influenzare le decisioni terapeutiche, complicare gli audit interni e rendere più difficoltosa l'analisi di eventuali eventi avversi.

Come sottolinea Francesco Deventi, Country Manager di Ascom Italia, "in contesti ad alta intensità assistenziale come la terapia intensiva neonatale, la qualità del dato clinico assume un'importanza cruciale. Ridurre il rischio di errore nella documentazione significa supportare il personale sanitario nelle decisioni quotidiane e contribuire a una maggiore continuità delle cure".

Accuratezza dei dati e compliance viaggiano insieme

Accanto agli aspetti clinici si affiancano quelli normativi. Anche nel Regno Unito, infatti, le norme impongono che i dati sanitari vengano raccolti, archiviati e gestiti con criteri rigorosi di accuratezza, sicurezza e tracciabilità. Per comprendere concretamente il livello di esposizione agli errori umani, Sheffield Teaching Hospitals ha adottato le "possibilità di errore" come indice numerico, calcolato come il numero di caratteri digitati manualmente dagli operatori all'interno del sistema informativo.

Per superare queste criticità, l'ospedale ha implementato la soluzione vendor-neutral Medical Device Integration di Ascom, collegando direttamente i ventilatori neonatali Dräger VN500 al sistema informativo clinico. La piattaforma acquisisce automaticamente le informazioni generate dai dispositivi e le trasferisce in tempo reale nella cartella clinica elettronica del paziente, eliminando completamente la necessità di inserimenti manuali.

L'infrastruttura utilizza inoltre una connessione seriale con cablaggio magnetico progettato specificamente per l'ambiente clinico, soluzione che facilita le operazioni al letto del paziente e garantisce continuità operativa anche durante lo spostamento dei ventilatori tra diverse postazioni. Uno degli aspetti più interessanti riguarda la quantità di informazioni raccolte. Si passa infatti da appena 24 rilevazioni manuali giornaliere fino a 1.440 acquisizioni automatiche per paziente ogni giorno, offrendo ai clinici una visione molto più completa dell'evoluzione delle condizioni del neonato.

Numeri che mostrano il valore dell'automazione

L'impatto del progetto emerge soprattutto dai risultati quantitativi. L'eliminazione della trascrizione manuale consente di rimuovere 28,5 potenziali fonti di errore per paziente ogni ora. Estendendo il calcolo all'intero reparto, composto da 24 posti letto con un tasso medio di occupazione del 70%, si arriva a eliminare circa 3,86 milioni di potenziali errore ogni anno. Anche la qualità della documentazione clinica beneficia dell'automazione. La disponibilità continua dei dati migliora la completezza delle cartelle cliniche, rende più semplice l'accesso alle informazioni da parte del personale autorizzato e velocizza le attività di revisione clinica, audit e analisi degli eventi avversi. Sul piano operativo, l'automazione permette inoltre di recuperare 14,4 minuti di lavoro infermieristico per paziente ogni giorno, traducendosi in oltre 52 giornate lavorative all'anno che possono essere dedicate direttamente all'assistenza anziché alla compilazione della documentazione.

L'efficienza ottenuta produce anche effetti economici concreti. Secondo le stime del progetto, l'automazione consentirà di evitare oltre 121.000 sterline di costi nell'arco di cinque anni, grazie alla riduzione del tempo dedicato alle attività amministrative da parte del personale infermieristico. A questi risparmi si aggiungono benefici indiretti, più difficili da quantificare ma altrettanto rilevanti, derivanti dalla disponibilità di documentazione clinica più accurata nei processi di revisione interna e nella gestione di eventuali contenziosi medico-legali.

Secondo Deventi, "l'interoperabilità tra dispositivi medici e sistemi informativi è un elemento imprescindibile della sanità digitale moderna. Quando le informazioni corrette sono disponibili nel momento giusto e nel contesto appropriato, si riduce drasticamente il tempo necessario per assolvere al debito informativo clinico, mettendo a disposizione dati completi, affidabili e contestualizzati a supporto del percorso di cura".

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