Si è recentemente tenuto ad Amsterdam il Cisco Live, evento dedicato a partner e clienti del marchio americano. Con oltre dodicimila partecipanti, l'evento olandese è stato pensato per annunciare novità che non sono solo aggiornamenti tecnici, ma pilastri di una trasformazione profonda che mette l'intelligenza artificiale al centro dell'infrastruttura moderna. Ne abbiamo parlato con Gianmatteo Manghi, amministratore delegato di Cisco Italia, il quale ha condiviso la sua visione su come il colosso tecnologico stia interpretando le sfide attuali.
Un’infrastruttura pronta per l’era dell’intelligenza artificiale
Il primo grande pilastro della strategia presentata riguarda quella che viene definita infrastruttura AI ready, ovvero la capacità delle reti di evolversi per supportare l’uso sicuro e ad alte prestazioni di sistemi complessi. Manghi ha sottolineato come l’intelligenza artificiale non sia esclusivamente generativa, ma stia diventando sempre più agentica e deterministica, con una proliferazione di applicazioni verticali pensate per migliorare processi produttivi e servizi pubblici. Applicazioni che hanno bisogno di grandi quantità di dati per fare il proprio lavoro e per far fronte a questi carichi, Cisco ha investito significativamente nelle componenti di base, annunciando un nuovo chip dalle prestazioni notevolmente migliorate che garantisce un maggior controllo sulla tecnologia e sugli elementi che costituiscono l'ossatura delle reti moderne. Nonostante l'urgenza di questa trasformazione, necessaria per non perdere competitività, c’è da ricordare che la ricerca Cisco sulla AI Readiness pubblicata alla fine dello scorso anno evidenziava che solo un terzo delle imprese intervistate possiede oggi un’infrastruttura di rete e di data center pronta per garantire il funzionamento sicuro delle applicazioni AI, rendendo l'aggiornamento tecnologico una priorità assoluta anche per rispondere ai requisiti di resilienza richiesti da normative come la NIS2.
La cybersecurity come fondamento della resilienza digitale
Oltre agli innumerevoli benefici, molti ancora da scoprire, che la rivoluzione agentica porta con sé, bisogna anche fare i conti con le difficoltà intrinseche nel mettere in sicurezza un nuovo modo di usare l’IT. Dopo decenni passati a costruire “best practice” per il mondo IT tradizionale, i team di sicurezza sono alle prese con approcci nuovi che vanno studiati e analizzati a fondo per capirne tutte le implicazioni e costruire le giuste contromisure. Per esempio, serve una particolare attenzione al fatto che le applicazioni di intelligenza artificiale vengono usate da agenti malevoli per sferrare attacchi complessi o per compromettere agenti legittimi. Manghi ha evidenziato che è ormai impensabile che un operatore umano possa intercettare centinaia di attacchi simultanei senza l'ausilio di sistemi automatizzati. L'obiettivo di Cisco è quello di garantire che i sistemi digitali, fondamentali per la missione di ogni organizzazione, continuino a funzionare senza interruzioni, utilizzando l'IA stessa per proteggere dati, asset aziendali e servizi critici attraverso un monitoraggio costante e una osservabilità avanzata.
L’integrazione totale attraverso l’approccio a piattaforma
Un altro tema chiave è quello della necessità di cambiare l’approccio architetturale stesso dell’IT, eliminando la frammentazione e la divisione in silos per abbracciare una mentalità più ampio, dove l’IT è una piattaforma unica, priva di soluzioni isolate. Cisco sta integrando in modo sempre più stretto le soluzioni di rete, i data center, la sicurezza e l'osservabilità in un'unica interfaccia che semplifica la governance e il deployment per partner e clienti. Questa integrazione non riguarda solo l'aspetto tecnico, ma copre l'intero ciclo di vita di una soluzione, permettendo un grande livello di coerenza in termini di configurazione e gestione operativa delle funzionalità scelte. Investire su una piattaforma unica significa offrire alle organizzazioni la capacità di muoversi con agilità, riducendo la complessità e migliorando l'efficienza nel provisioning delle risorse digitali.
Etica, fiducia e il valore della sovranità digitale
L'ultimo tassello, ma non per importanza, riguarda il concetto di trust, ovvero la fiducia che deve intercorrere tra chi sviluppa l'IA e chi la utilizza quotidianamente. Data la complessità intrinseca di questi sistemi, Cisco ha pubblicato un manifesto sui principi etici applicati e ha implementato processi di verifica rigorosi affidati a team specializzati prima del rilascio di ogni nuova funzionalità. Manghi ha ricordato con orgoglio la firma della Rome Call for AI Ethics, promossa dalla Fondazione Renaisance del Vaticano, sottolineando l'impegno verso un'intelligenza artificiale antropocentrica. Parallelamente, Cisco continua a investire massicciamente nella sovranità digitale, proponendo soluzioni che garantiscano l'autonomia operativa dei clienti, la piena conformità alle regole europee e la localizzazione dei dati, offrendo la libertà di scegliere tra architetture cloud e on-premise in base alla criticità dei processi digitalizzati.