18/09/2026 di Giancarlo Calzetta

Dreamforce 2026, il software aziendale rifatto a misura di agente AI

AIforce porta dati e logica Salesforce fuori dal CRM, Enterprise AI Harness introduce un livello comune di controllo e governance, mentre Agentforce si arricchisce di agenti specializzati capaci di lavorare per giorni o settimane. Con Slackforce Surfaces, anche l’interfaccia diventa dinamica e si costruisce con un prompt.

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A Dreamforce 2026, Salesforce ha delineato con maggiore precisione la propria idea di Agentic Enterprise, cercando di andare oltre la semplice aggiunta difunzionalità di intelligenza artificiale al CRM, ma puntando a trasformare dati, processi, regole di business e permessi già presenti nei sistemi aziendali in una base sulla quale possano operare persone e agenti AI, anche al di fuori delle tradizionali interfacce dell’azienda.

I quattro annunci principali affrontano i tradizionali pilastri di questa trasformazione: l'interfaccia con AIforce, la governance con Enterprise AI Harness, il lavoro autonomo con la nuova generazione di Agentforce e la collaborazione attraverso Slackforce Surfaces.

AIforce porta Salesforce dove si svolge il lavoro

Probabilmente l'annuncio più rappresentativo dell’intera strategia è AIforce, definito da Salesforce come un nuovo modello di interfaccia che permette di utilizzare dati, workflow, semantica, logica di business, permessi e governance della piattaforma senza dover entrare nell'applicazione Salesforce. L'idea alla base è che sia il sistema a raggiungere il lavoratore e non il contrario: si può quindi lavorare da Slack, Claude o Lightning interrogando dati, modificando record o avviando workflow attraverso un'interfaccia AI.  Cambia anche il concetto di interfaccia applicativa. AIforce permette di generare interfacce personalizzate descrivendo ciò di cui si ha bisogno anziché doversi barcamenare nelle dashboard precostituite o scavare nelle opzioni per posizionare le voci che vogliamo in una posizione più comoda per noi. Salesforce parla esplicitamente di una "rivoluzione delle interfacce": l'UI tende a diventa dinamica e costruita direttamente da chi lavora attorno al compito che deve svolgere.

AIforce debutta attraverso tre ambienti. Claudeforce porta Salesforce dentro Claude attraverso un server MCP preconfigurato e mette inizialmente a disposizione 37 skill per le vendite. Per gli sviluppatori è previsto un plug-in Salesforce Development per Claude Code con oltre 40 skill già pronte. Slackforce porta contesto e intelligenza Salesforce nelle conversazioni e nei workflow di Slack, mentre Agentforce Coworker svolge un ruolo analogo direttamente nell'interfaccia Lightning. Per quanto vale, Salesforce dichiara che quest'ultimo è già stato attivato da 100.000 utenti nei primi 35 giorni.Alla base c'è l'Headless Toolkit, che rende disponibili le funzionalità della piattaforma tramite MCP, API, plug-in, skill e strumenti di sviluppo.

Enterprise AI Harness mette governance e controllo intorno agli agenti

Se AIforce porta la piattaforma verso nuove interfacce, Enterprise AI Harness cerca di evitare che le cose sfocino nel caos di un ecosistema difficile da controllare. La nuova architettura crea una base comune attraverso la quale gli agenti possono comprendere il contesto aziendale, ragionare, pianificare ed eseguire azioni rispettando i controlli dell'organizzazione. Il punto di partenza è che una richiesta apparentemente semplice può richiedere informazioni provenienti contemporaneamente da CRM, ERP, contratti, sistemi analitici, interazioni precedenti e processi aziendali. Non basta quindi fornire queste informazioni all'AI: bisogna anche stabilire quali azioni possa compiere e secondo quali regole per ognuna delle fonti e anche come output finale. Salesforce organizza l'architettura attorno a sei aree. Trusted Context costruisce il contesto utilizzando dati, metadati, semantica, conoscenza e memoria; Trusted Agency gestisce ragionamento, pianificazione e orchestrazione; Trusted Action collega gli agenti ad applicazioni, API e workflow. A queste si affiancano Trusted Governance, per policy e guardrail, Trusted Security, per identità, permessi, privacy e protezione dei dati, e Trusted Models, che permette di indirizzare i diversi compiti verso modelli differenti in funzione di accuratezza, prestazioni, costo e requisiti aziendali.  

Un elemento particolarmente interessante per CIO e CISO è il nuovo AI Control Plane, un punto centralizzato dal quale scoprire e registrare gli agenti presenti nell'organizzazione, definirne identità e policy, controllarne il ciclo di vita, osservarne comportamento, valutarne le prestazioni e verificarne i costi.  L'architettura usa componenti di Data 360, Informatica, MuleSoft, Agent Fabric, Tableau, Agentforce, Salesforce Guardian e Salesforce Platform ed è pensata in modalità headless. Molte delle tecnologie sottostanti sono già disponibili, mentre le nuove capacità e l'esperienza unificata arriveranno in futuro.

Agentforce passa dagli assistenti agli agenti con un ruolo

L'altro passaggio significativo riguarda Agentforce. Salesforce sta cercando di spostare l'adozione degli agenti da progetti costruiti singolarmente verso un modello più simile a una forza lavoro digitale composta da ruoli predefiniti. Il nuovo portfolio comprende agenti specializzati per specifiche attività aziendali: Casey gestisce il customer service su voce, SMS, WhatsApp e Web; Paige risponde alle richieste IT e HR dei dipendenti; Carter assiste i clienti durante gli acquisti; Marshall coordina le attività di supply chain e back office; Piper lavora sulla generazione e qualificazione dei lead B2B; Fin è dedicato al servizio clienti multicanale. A partire da novembre 2026 si aggiungerà Hunter che opera invece sulle vendite e sulla pipeline commerciale. Ogni agente, ovviamente, potrà essere personalizzato e calato nelle policy aziendali secondo permessi, sicurezza e regole di business definite dal cliente.

Ma la novità tecnologicamente più interessante è probabilmente il runtime a lungo termine. Un agente (Hunter sarà il primo di questo tipo) non dovrà più necessariamente ricevere una richiesta, eseguirla e terminare il proprio compito. Può perseguire un obiettivo per giorni o settimane, conservando memoria delle attività svolte, modificando il proprio piano quando cambiano le informazioni e chiedendo l'intervento umano quando previsto dai guardrail. Il sistema utilizza memoria persistente, esecuzione durevole e dynamic steering, che consente di modificare il comportamento dell'agente sulla base del feedback dell'utente.

Salesforce introduce inoltre AI Skills, una funzione attraverso cui un dipendente può insegnare una procedura all'agente affinché quella conoscenza venga riutilizzata, e Multi-Agent Orchestration che permette a più agenti specializzati di collaborare sullo stesso processo. Agent Optimizer servirà invece a monitorare le sessioni e individuare possibilità di miglioramento. Multi-Agent Orchestration è già disponibile, mentre AI Skills e Agent Optimizer sono previsti da ottobre.

Slackforce Surfaces trasforma un prompt in un'applicazione

Con Slackforce Surfaces, Salesforce affronta invece un altro problema tipico del software enterprise: la distanza tra il dato e il modo in cui deve essere presentato per diventare utilizzabile. Una Surface è un'interfaccia interattiva generata all'interno di Slack a partire da una richiesta in linguaggio naturale. L'utente descrive a Slackbot ciò che vuole ottenere e il sistema può costruire una dashboard, un report, una presentazione, un microsito o persino un calcolatore che rimangono collegati alle fonti e vengono aggiornati quando cambiano i dati sottostanti.

Una previsione della pipeline commerciale può quindi diventare un ambiente condiviso nel quale un team filtra i dati, li esplora e collabora in tempo reale. Lo stesso principio può essere applicato a campagne marketing, analisi di prodotto, customer service e attività IT. I contenuti vengono costruiti rispettando i permessi già associati all'utente, evitando che la nuova modalità di accesso allarghi automaticamente la visibilità dei dati. La novità è interessante soprattutto perché porta alle estreme conseguenze il concetto introdotto da AIforce: l'interfaccia non è più necessariamente qualcosa che l'IT deve progettare in anticipo. Può essere generata al momento in funzione del problema, mantenendo però il collegamento con dati, permessi e logica applicativa sottostanti. Slackforce Surfaces è già disponibile sui piani indicati da Salesforce per i workspace che hanno abilitato Slackbot; l'accesso ai dati live verrà distribuito progressivamente a partire da ottobre.

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