Amazon dissente: anche se ridotta, la sanzione antitrust arrivata dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana, l’Agcm, è comunque ingiusta. Dobbiamo fare un salto indietro, al novembre del 2021, quando la società di Seattle fu multata per abuso di posizione dominante nel mercato italiano dei servizi di e-commerce e di logistica: la richiesta dell’Agcm ammontava a 1,128 miliardi di euro.
La colpa sarebbe stata quella di aver favorire il proprio servizio di logistica interno, Fulfilment by Amazon, con ingiusto svantaggio per gli operatori concorrenti. La multinazionale fece ricorso e a distanza di anni, nel settembre del 2025, il Tar del Lazio ha accolto la protesta solo in parte: il tribunale amministrativo regionale ha chiesto di ridurre la multa (contestando i calcoli fatti dall’Agcm), ma ha confermato che l’esistenza di un abuso di posizione dominante.
Facendo seguito alla sentenza del Tar, ora l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha ridotto la sanzione a 752,4 milioni di euro. Amazon, ancora una volta, non ci sta e ha annunciato un nuovo ricorso.
“Come già affermato, siamo in forte disaccordo con la decisione dell’autorità italiana per la concorrenza, e continueremo a enfatizzare la nostra pozione tramite procedimenti legali", ha dichiarato Amazon a Reuters con una comunicazione via email. Secondo quanto riportato in un articolo di Milano Finanza, è probabile che anche l’Agcm farà ricorso contro la decisione del Tar di ridurre la multa. Palla al centro, dunque, per una partita che non si è ancora chiusa e che si giocherà forse sul principio, anziché patteggiando sui numeri.