11/07/2011 di Redazione

Oracle inizia a battere cassa ai produttori Android

Oracle si porta avanti e inizia a battere cassa dai produttori di smartphone e tablet Android: vuole fra 15 e 20 dollari per ciascun dispositivo venduto. Tutti hanno rifiutato, ma se Oracle vincesse dovrebbero pagare multe ben più salate.

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La causa fra Oracle e Google per la violazione dei brevetti Java con Android inizia ad avere risvolti grotteschi. Nonostante lo United States Patent and Trademark Office stia decimando il numero dei brevetti sui quali Oracle rivendica la violazione di proprietà intellettuale (Oracle contro Google: decimati i brevetti in causa), Oracle ha pensato bene di portarsi avanti. Dando per scontato che il giudice Alsup batterà il martelletto a suo favore, Oracle ha iniziato a chiedere il pagamento delle royalties ai produttori di smartphone e tablet con sistema operativo Android.

Oracle chiede 20 dollari per ciascun prodotto Android venduto, anche se non ha ancora vinto la causa contro Google

A parte il tempismo discutibile e l'eccessiva dose di ottimismo, a lasciare perplessi è la richiesta esosa di Oracle: fra 15 e 20 dollari di licenza per ciascun dispositivo venduto, pari a circa la metà di quello che incassa attualmente Google secondo l'analista Jonathan Goldberg di Deutsche Bank. Il conto è addirittura più salato di quello di 15 dollari chiesto da Microsoft a Samsung (Android frutterà a Microsoft un miliardo l'anno), che è stato giudicato eccessivo.

La cifra rientrerebbe nel programma di prime adopters che, in teoria, dovrebbe mettere al riparo le aziende che vendono prodotti Android da multe ancora più salate nel caso in cui Oracle dovesse vincere la causa contro Google. Per i produttori di smartphone e tablet, infatti, stare a guardare cosa succede in attesa della sentenza del giudice potrebbe costare caro, quindi l'idea di un accordo preventivo non è da scartare a priori.

In ogni caso, secondo Goldberg, dei molti produttori contattati finora da Oracle "nessuno ha firmato per questo programma". Un portavoce di Google ha rifiutato di commentare le affermazioni dell'analista, se non per ripetere una precedente dichiarazione secondo la quale "La metodologia di calcolo dei danni usata da Oracle si basa su grossolani errori giuridici e gonfia in modo improprio le stime" (Oracle perde brevetti, Google paga l'incertezza).

Nel frattempo chi guadagna di più dalle vendite di Android resta Microsoft, che incassa 5 dollari da ciascun prodotto HTC e di recente ha chiesto 15 dollari sulle vendite di quelli Samsung. In sospeso ci sono inoltre Motorola e Barnes&Noble. Android è quindi un prodotto su cui in molti sperano di fare montagne di soldi. Fra Microsoft e Oracle c'è una differenza fondamentale però: Oracle, che ha acquisito i brevetti Java, rivendica una proprietà intellettuale e pretende che Google la ripaghi con 2,6 miliardi di dollari (Oracle: Google ci deve 2,6 miliardi di dollari), quindi è semplicemente in cerca di maggiore reddito dal suo portafoglio di brevetti.


Microsoft punta a spremere il più possibile i produttori che vendono prodotti Android per creare incertezza e favorire l'adozione di Windows 7 oggi e del prossimo sistema operativo Windows nel 2012.

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