C’è voluto il coronavirus, l’impresa di contenere e studiare i meccanismi di contagio, per far lavorare fianco a fianco Apple e Google. Rivali in molti campi, dai servizi Web ai sistemi operativi, le due società della Silicon Valley ora saranno alleate,  perché “tutti noi di Apple e Google”, si legge in un comunicato diffuso dalle due aziende, “crediamo che non ci sia mai stato un momento così importante per lavorare insieme alla risoluzione di uno dei più urgenti problemi al mondo”. L’impresa comune è quella del contact tracing, cioè il tracciamento degli spostamenti e dei contatti fra le persone attraverso dati aggregati e anonimizzati, utili per ricostruire i percorsi dei contagi da coronavirus e per ridurre l’insorgenza di covid-19. 

 

Se ne parla da settimane, anche in Europa (e in Italia), dove si è iniziato a usare i dati raccolti dalle celle telefoniche delle reti cellulari per capire quanto, dove e come le persone si spostino. Google ha poi lanciato, a inizio aprile, una piattaforma di mappatura delle presenze basata sui dati di Google Maps.

 

Ora, nella nuova iniziativa congiunta, Apple e Google si mettono a disposizione delle autorità politiche e del sistema sanitario essenzialmente con due tecnologie. La prima è il Bluetooth, una tecnologia di prossimità che può “aiutare governi e agenzie sanitarie a ridurre la diffusione del virus, avendo al centro della progettazione la privacy e la sicurezza dell’utente”.

 

 

 

 

La seconda sono le interfacce di programmazione delle applicazioni, cioè le Api. Nel mese di maggio le due aziende lanceranno Api interoperabili, che permetteranno alle forze dell’ordine e alle autorità sanitarie di utilizzare le stesse applicazioni su dispositivi Android e iOS. Verrà presentata una “estesa soluzione, che comprende le interfacce di programmazione applicativa e una tecnologia di livello sistema operativa”, tese a supportare il contact tracing. 

 

Per velocizzare i tempi, l’implementazione avverrà “in due passaggi”, senza rinunciare a “solide protezioni della privacy degli utenti”. In un primo momento, nel mese di maggio, saranno lanciate le Api per la creazione di applicazioni interoperabili di contact tracing, funzionanti su terminali Android e su iPhone e iPad. Nei mesi successivi, poi, Apple e Google presenteranno una più ampia piattaforma di contact tracing basata su Bluetooth: i singoli utenti, spiegano le due aziende, potranno decidere di contribuire alla raccolta dei dati, che sarà fatta nel rispetto della privacy e della trasparenza. Il pensiero va al sistema di tracciamento degli spostamenti usato nel post-lockdown dalla città di Wuhan, dove chiunque esca di casa utilizza lo smartphone e un'applicazione che acquisisce QR code per seminare tracce dei propri movimenti, dall'ingresso in metropolitana ai centri commerciali.