Arriva una buona notizia per Almaviva, mentre le pagine della cronaca seguono le vicende degli oltre 600 dipendenti, operatori di call center, a rischio licenziamento dopo il termine del contratto di fornitura di servizi ad Alitalia. La buona notizia, di tutt’altro genere, riguarda la partecipazione di Almaviva (ma anche quella di Aruba) nel grande progetto di “cloud nazionale”, cioè nel piano Strategia Cloud Italia annunciato a inizio settembre dal ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale Vittorio Colao.

Si dovrà arrivare, nelle ambizioni del governo, a erogare in forma digitale almeno l’80% dei servizi della Pubblica Amministrazione entro il 2026. E per questo servirà una migrazione in cloud laddove, come nella maggior parte dei casi, i data center interni agli enti pubblici non siano sicuri né tecnologicamente aggiornati. La destinazione dei dati e dei servizi della PA sarà il Polo Strategico Nazionale, Psn, cioè un’infrastruttura di data center distribuita sul territorio nazionale che dovrà garantire conformità agli standard di sicurezza e di privacy stabiliti da AgID, l’Agenzia per l’Italia digitale.

Per gli operatori cloud e telco l’opportunità è ghiotta, considerando che a supporto del piano ci saranno 6,7 miliardi di euro messi a disposizione dal Pnrr. E la corsa per diventare fornitori del Psn è ufficiosamente già aperta, anche se il bando di gara non è ancora stato pubblicato. Due le “squadre” che si fronteggiano: da un lato Cassa Depositi e Prestiti, Leonardo, Sogei e Tim; dall’altro AlmavivA e Aruba, che avevano manifestato il loro interesse al progetto di “cloud nazionale” già lo scorso luglio.

Ora Almaviva e Aruba hanno comunicato, tramite ufficio stampa, che nel corso di due riunioni dei consigli di amministrazione delle due aziende è stata approvata una “proposta congiunta per la realizzazione e gestione del Polo Strategico Nazionale per il cloud”, che è stata presentata - come previsto dal piano ministeriale - in regime di partenariato pubblico-privato. Tale proposta “soddisfa i requisiti tecnici e di flessibilità descritti dalla Strategia Cloud Italia, grazie ad una piena complementarietà tra le due aziende e ad una value proposition completa a copertura di tutti i servizi, risponde alle indicazioni della PA inerenti la sensibilità delle diverse tipologie di dato, prevedendo orizzonte temporale e risorse coerenti con la cornice definita dal Pnrr”.

I punti di forza dell’asse Aruba-Almaviva, sottolinea l’ufficio stampa, sono la completa italianità e la solidità finanziaria delle due aziende, oltre alla disponibilità immediata delle infrastrutture e al loro grado di aggiornamento tecnologico e di sostenibilità.