I progetti di Apple nell’automotive sono tutt’altro che morti. È stata (per la prima volta) la stessa azienda a riaccendere le curiosità dei media sui veicoli a guida autonoma, con una lettera inviata all’ente per la sicurezza stradale Usa (National Highway Traffic Safety Administration, Nhtsa) e rivelata dal Wall Street Journal. La missiva, firmata Steve Kenner, director of product integrity del gruppo di Cupertino, è incentrata sostanzialmente su una richiesta: per garantire equità a tutti gli attori del mercato, Apple vorrebbe che sia gli ultimi arrivati sia i grandi colossi possano competere in modo trasparente nello sviluppo di auto driverless. Per raggiungere questo obiettivo, Kenner ha proposto all’Nhtsa una serie di linee guida per regolamentare le nuove tecnologie e la loro implementazione.

Tra i punti principali del documento, che comunque non svela nulla sullo stato del fantomatico Project Titan a cui Apple starebbe lavorando da anni, si trova la richiesta che le aziende “facciano ricorso a un’ampia gamma di metodi per identificare e ridurre i potenziali problemi legati alla sicurezza (fisica e cibernetica, ndr) che occorreranno nelle prime fasi di sviluppo e durante l’evoluzione della tecnologia”.

Spazio quindi alla protezione dei dati personali la cui produzione, con l’avvento dei veicoli connessi, esploderà. “Apple è d’accordo che le aziende debbano condividere scenari e informazioni dinamiche derivanti dagli incidenti avvenuti e da quelli quasi occorsi […]. Condividendo i dati, l’industria nel suo complesso potrà costruire un dataset molto più completo di quanto possa fare una società da sola”.

Ma, ammonisce Cupertino, “la condivisione non dovrà inficiare la privacy. Apple è convinta che le compagnie debbano investire le risorse necessarie per proteggere il diritto fondamentale alla privacy degli individui”. Il gruppo californiano non ha mai tenuto nascosto il proprio impegno (anche per ragioni di marketing) nel campo della protezione dei dati personali. La “battaglia” con l’Fbi di inizio anno è un esempio lampante.

 

Credits: cultofmac.com. Uno dei numerosi rendering presenti sul Web dell'auto driverless di Apple

 

Nel settore dei veicoli a guida autonoma, invece, sembra che Apple voglia giocare la propria partita proprio sulle soluzioni software. Dopo mesi di indiscrezioni sulla realizzazione di una possibile vettura connessa made in Cupertino, i media si sono dovuti arrendere alla realtà: la Mela molto probabilmente non vuole (e non può) costruire una macchina partendo da zero. L’expertise dei colossi dell’automotive è storica e il gruppo guidato da Tim Cook partirebbe da una posizione troppo svantaggiata.

Anche se alcuni punti del documento inviato alla Nhtsa potrebbero lasciar pensare il contrario, Apple avrebbe una vita molto più facile se si dedicasse esclusivamente al software, componente di cui la società può giustamente andare fiera: lato sicurezza e lato infotainment. Nel frattempo, la Mela chiede all’ente maggior flessibilità regolatoria, in modo da promuovere l’innovazione e la creazione di “tecnologie salvavita”.

Grazie ai nuovi sistemi di intelligenza artificiale, su cui Cupertino ha dichiarato di investire molto, e alle piattaforme hardware-software in grado di “leggere” la realtà, il mercato automobilistico è sicuramente uno dei settori più in fermento degli ultimi tempi. I grandi gruppi dell’hi-tech, spesso in collaborazione diretta con i marchi dell’automotive, stanno cercando di sviluppare tecnologie di guida autonoma o, perlomeno, semi-autonoma. Spendendo anche cifre di tutto rispetto.

General Motors, ad esempio, a maggio ha acquisito Cruise Automation per un miliardo di dollari, mentre Intel qualche settimana fa ha annunciato 250 milioni di investimenti per i veicoli connessi. Senza contare tutti gli sforzi compiuti da Google, che ormai ha testato le proprie macchine senza guidatore per oltre due milioni di miglia, facendo scorrazzare la propria flotta per le strade di Mountain View, Austin e Phoenix. Chi vincerà la sfida?