Sostenibilità, transizione ecologica e innovazione sono al centro dei progetti di sviluppo in Cisco. Riguardano la strategia corporate, certo, ma si declinano in progetti e iniziative specifiche per l’Italia. Un esempio può essere la Green & Blue Marathon, un hackathon, in programma dall’11 maggio al 25 giugno in partnersrhip con Officine Italia, destinato a raccogliere idee “smart” (mobility, building, citizen, utility) fra tutti coloro che vorranno concorrere e che vogliono far parte di un ecosistema composto da grandi aziende, giovani talenti, partner e istituzioni.

Transizione ecologica e digitale sono i pilastri sui quali Cisco ha costruito il proprio piano di rilancio, teso a sfruttare i filoni sui quali si sta concentrando l’attenzione del mercato: “Nei prossimi tre anni assisteremo a svilippi che, in tempi normali, ne avrebbero richiesti forse quindici”, osserva Gianmatteo Manghi, divenuto amministratore delegato in Italia, dopo la promozione di Agostino Santoni alla responsabilità di tutto il Sud Europa. “Il Pnrr è un’occasione unica per creare innovazione nel Paese e noi possiamo contribuire lavorando sulle persone, la transizione green e la trasformazione interna”.

Alcune iniziative sono in essere da tempo e proseguiranno in futuro. Fra queste la Networking Academy, che forma 50mila persone all’anno e alcune di queste si trovano in carcere: “Chi si certifica ha una recidiva pari a zero e alcuni sono anche diventati docenti”, rimarca Manghi. Ma anche Digitaliani, programma avviato nel 2016 per sostenere lo sviluppo in Italia e sul quale sono stati investiti 100 milioni di dollari. A questo si aggiungono iniziative sia per aiutare il personale interno sia, soprattutto, la comunità, con volontariato, sensibilizzazione verso studenti e genitori nell’utilizzo corretto del Web, supporto alla realizzazione di progetti come il Palazzo delle Scintille a Milano (il più grande centro vaccinale d’Italia) o l’assistenza ai disabili del “Piccolo Cottolengo Don Orione” di Tortona.

Sul fronte green, Cisco già lavora al 100% con energia elettrica derivata da fonti rinnovabili e sul progetto di minimizzare il carbon footprint interno e del proprio ecosistema, con 100 milioni di dollari stanziati nei prossimi dieci anni: “Un nostro studio evidenzia come nel manufacturing diminuiscano del 49% i difetti nei prodotti e del 16% gli sprechi se si lavora puntando su sostenibilità ed economia circolare”, fa notare Manghi.

 

Gianmatteo Manghi. amministratore delegato di Cisco Italia

Tutto il castello, però, poggia su un rilancio dell’appeal tecnologico, che negli ultimi anni è sceso rispetto al passato, tanto da rendere abbastanza piatto l’andamento del giro d’affari, soprattutto nell’ultimo quinquennio. Dall’ultimo Cisco Live sono arrivare alcune indicazioni, che si sposano con una tendenza ormai marcata verso lo spostamento del focus su software e servizi, che già pesano oltre il 50% del volume d’affari complessivo.

Un elemento di rottura potrebbe essere rappresentato dal progetto di eliminazione delle password come sistema di autenticazione. Tramite la soluzione Duo Mobile (frutto di un’acquisizione del 2018), sarà possibile coprire tutte le risorse accessibili via single sign-on con chiavi di sicurezza alternative (Fido2) o biometriche, in buona misura già messe a punto da diversi costruttori. La soluzione si baserà sullo standard WebAuthn e sarà oggetto di un’anteprima già in estate, per poi essere commercializzata entro la fine dell’anno.

Un altro fronte di sviluppo riguarda le modalità di accesso ai prodotti Sase (Secure Access Service Edge), racchiusi in un unico servizio integrato in cloud, che racchiude le tecnologie Sd-Wan Viptela e Meraki, il remote access Duo e AnyConnect, la sicurezza Umbrella, Duo Zero Trust e altre componenti. Sempre nella logica della semplificazione, entro l’estate arriverà Cisco Plus Hybrid Cloud, che includerà tutto il portafoglio data center della società, integrato con soluzioni software e storage di terze parti.

Infine, un aggiornamento importante arriva anche per gli switch Catalyst e la soluzione Apm (Application performance monitoring) AppDynamics, con l’integrazione delle capacità di analisi intelligente della rete derivata dall’acquisizione di ThousandEyes (maggio 2020).