C’è sempre più sicurezza nell’offerta BlackBerry, azienda che sta cercando sempre più di proporsi come un punto di riferimento per l’utilizzo di dispositivi mobili in ambiti (aziendali, di pubblica amministrazione, governativi, ecc.) in cui la privacy e la protezione dei dati siano particolarmente critiche. L’ulteriore tassello di questa strategia, dopo le acquisizioni di Secusmart, WatchDox e Movirtu, riguarda AtHoc: una società californiana specializzata in comunicazioni d’emergenza e in situazioni di crisi.

Domiciliata nella Silicon Valley,  AtHoc vende i suoi prodotti in tutto il mondo oltre a essere un fornitore di riferimento per il Dipartimento della Difesa e degli Interni statunitense. La sua piattaforma permette a persone e dispositivi di scambiarsi informazioni critiche durante operazioni di emergenza o di sicurezza, e può collegare sia Pc, smartphone e tablet (Windows, Mac OS X, BlackBerry, iOS, Android), sia apparecchi radiofonici, telefoni VoIP o altri terminali come sirene, pannelli antincendio e altoparlanti.

 

 

L’acquisizione, il cui valore economico non è stato comunicato, si chiuderà nel terzo trimestre dell’anno fiscale 2016 dell’azienda canadese, ovvero entro settembre 2015. Perché interessa a BlackBerry? La piattaforma di AtHoc verrà integrata nell’offerta di soluzioni e servizi aziendali di BlackBerry, per “offrire ai clienti nuove capacità di sicurezza, protezione e comunicazioni mission-critical”. Oltre alle applicazioni esistenti, ne verranno proposte di nuove: fra le possibilità, nella nota ufficiale si parla dell’integrazione di AtHoc con le videoconferenze realizzate su BlackBerry Messenger.

“BlackBerry sta compiendo investimenti strategici in sicurezza, privacy e Internet delle cose”, ha dichiarato l’amministratore delegato John Chen, “e l’acquisizione di AtHoc ci permetterà di proporre un approccio olistico ed end-to-end alle comunicazioni”.