Intercloud è uno degli ultimi progetti di Cisco per la realizzazione di un “network di nuvole”, che coinvolge numerosi partner in tutto il mondo. Ma non si stratta soltanto di collaborazioni con altre aziende esterne: il colosso a stelle e strisce sta procedendo anche con una logica costante di acquisizioni. L’ultima società a “cadere” nella ragnatela di Cisco è Piston Cloud Computing, realtà che sviluppa sistemi distribuiti caratterizzata da un expertise molto ghiotto. Porterà infatti in dote un team specializzato in tecnologie OpenStack, la piattaforma sulla nuvola open source che ultimamente sta facendo faville. I talenti di Piston sono necessari al gigante di San Jose per continuare il lavoro di sviluppo sull’infrastruttura proprietaria OpenStack Private Cloud. Al momento non si conoscono ancora i dettagli finanziari relativi all’acquisizione, né l’effettiva realizzazione del passaggio di consegne.

L’unica cosa certa è che Cisco sta fremendo per competere in un “cielo” sempre più affollato, dove praticamente ogni giorno vengono annunciate nuove soluzioni e tecnologie. Lo scorso anno, la compagnia aveva fatto intendere di voler investire in 24 mesi circa un miliardo di dollari, sia per comprare le realtà più promettenti, che per sviluppare la rete di partner di Intercloud. L’acquisizione di Piston rientra ovviamente in quest’ottica.

Tra i prodotti realizzati dall’azienda di San Francisco si trova il sistema operativo CloudOs, che al momento supporta OpenStack, Apache Spark e Hadoop. Ma nei piani futuri c’è anche la compatibilità con diversi strumenti di gestione dei container e della virtualizzazione come Docker Swarm, Apache Mesos e Kubernetes. Il team di Piston verrà unito al gruppo di lavoro Cloud Services di Cisco, sotto la direzione di Faiyaz Shahpurwala, senior vice president, Cloud Infrastructure and Managed Services Organization.

 

 

La società di San Jose ha riportato nell’ultimo trimestre fiscale, chiuso il 25 aprile scorso, un fatturato di 12,1 miliardi di dollari, con risultati in aumento su base annua del cinque per cento. Il reddito netto si è invece attestato sui 2,4 miliardi, equivalente a 47 centesimi per azione. È stata l’ultima trimestrale “firmata” John Chambers, il big boss di Cisco per due decadi. A luglio prenderà infatti il suo posto il nuovo Ceo, Chuck Robbins, che dovrà continuare a guidare la compagnia nel travagliato e affollatissimo mondo del cloud.