Il cloud computing non è una moda, ma una trasformazione tecnologica che ha impatti profondi sul modo in cui le aziende operano e fanno profitti. Una trasformazione destinata a restare. Ciò che invece non pare necessariamente destinato a lunga vita sono le aziende stesse: l’indice di mortalità è in aumento, e la durata media delle imprese sul mercato negli ultimi decenni si è ridotta notevolmente. Proprio il cloud, tuttavia, potrebbe essere un antidoto o un “elisir di lunga vita”, ma è necessario adottarlo nel modo corretto. Miriam McLemore, Enterprise Strategist and Evangelist di Amazon Web Services (con un passato da chief information officer di Coca-Cola Company), ci spiega quale sia per le aziende la corretta strategia di adozione del cloud e quali errori evitare.

 

 

Miriam McLemore, Aws Enterprise Strategist 

 

Si sta affermando un’allarmante tendenza nel modo di fare business, caratterizzata da aziende la cui vita sul mercato è sempre più breve: la permanenza media di una società presente nell’indice S&P 500 oggi è di appena quindici anni, mentre nel 1920 era di circa 67. Inoltre, negli ultimi vent’anni il numero delle società statunitensi quotate in Borsa si è dimezzato. Esistono molte ragioni per cui le aziende faticano a tornare ai propri anni d’oro e credo che questo trend sia destinato a durare.

 

In questo clima turbolento, la tecnologia continua a svolgere un ruolo importante nel successo (o nel fallimento) di un'azienda, e la trasformazione verso la digitalizzazione è sempre più cruciale. Eppure, oggi, per la maggior parte delle aziende circa due terzi del budget It vengono ancora spesi per le funzioni di base, come per esempio mantenere attivi sistemi di back-office quali l’e-mail aziendale e i sistemi finanziari e di HR. Se la pensiamo come un tradizionale modello ad iceberg, in una struttura on-premise la maggior parte dei costi e delle risorse sono al di sotto del livello dell’acqua (o al di sotto della linea di valore), invisibili e indifferenziati. Questa sfida di allocazione del budget relega la leadership It nel back-office, con un progressivo invecchiamento della tecnologia, contribuendo in modo determinante a trattenere molte di queste aziende lontane dalla vera trasformazione e innovazione. 

 

Grazie al cloud, è possibile ridurre i costi della manutenzione dell’intera infrastruttura IT e di altre mansioni e, soprattutto, riservare una cifra più consistente dei propri investimenti da allocare in sforzi strategici e di valore per il business. Osserviamo alcuni temi comuni nelle aziende che si stanno muovendo rapidamente e con successo verso il cloud e che stanno creando una cultura e una storia nel loro percorso verso l’innovazione. In primo luogo, i Cio e altri dirigenti d’azienda sono convinti di guidare il cambiamento e si comportano come una coalizione per il cambiamento stesso. In secondo luogo, a dimostrazione di questa convinzione, stabiliscono aggressivi obiettivi top-down e definiscono un piano che non sia impossibile da realizzare ma che crei lo slancio necessario per sostenere il cambiamento. Infine, si concentrano per creare una cultura basata su metodi “Agile” e su finanziamenti alla formazione e allo sviluppo di nuove competenze, come nucleo della strategia invece che come attività di secondo piano.

 

Una strategia It differenziata è la chiave per trasformarsi in realtà pronte ad affrontare le sfide del futuro. In Coca-Cola per esempio, così come in molte altre aziende, questo approccio ha orientato la transizione dal cloud verso una strategia cloud-first. I benefici e vantaggi del cloud potevano contrastare queste sfide e creare un ambiente in grado di favorire il valore del business e la sua crescita. Il cloud offre l’agilità, la velocità e l’innovazione necessarie per generare valore differenziato ai clienti e ai loro azionisti. Nonostante Coca-Cola si sia impegnata nel seguire e agevolare la completa migrazione dai data center locali al cloud, non è stato comunque possibile farlo in un giorno. Si è scelto di iniziare migrando dapprima le oltre 600 proprietà digitali, perché c’era una esigenza di elasticità per supportare la domanda dei clienti. In seguito sono stati spostati i dati e le analisi, così da ottimizzare la customer experience.

 

Il punto da cui si inizia può essere molto diverso, ma per un Ceo la prima domanda sarà molto probabilmente: “È sicuro”? In un sondaggio di Fortune, infatti, il 66% dei Ceo intervistati afferma che avere la certezza di proteggere il proprio ambiente è la sfida più grande da affrontare. E nonostante la velocità nell’innovarsi sia vitale nell’attuale panorama competitivo, non si può innovare senza una maggiore sicurezza. Aws fornisce piattaforme self-service che consentono l’innovazione in un ambiente protetto, favorendo l’accesso a una straordinaria serie di strumenti affidabili che continuano a essere migliorati e a evolversi grazie all’ascolto dei clienti che li utilizzano. Il ritmo dell’innovazione in Aws nel creare nuove funzionalità e nel migliorare ed evolvere la sicurezza della propria tecnologia è quello che ha spinto Coca-cola a stringere la partnership con l’azienda. Tenere il passo con l’avanzamento tecnologico non è cosa da poco e avere un partner come Aws, che comprende e crede nel percorso di trasformazione dei propri clienti, è stato fondamentale.

 

Determinante nel lavoro di un Cio è educare la leadership aziendale al cloud. Aws e i propri partner di consulenza sono stati determinanti nel dimostrare, attraverso le esperienze stesse dei clienti, che la società aveva investito molte risorse nel rendere sicura la propria tecnologia e maturato esperienza grazie al lavoro svolto per i propri clienti. Il team dirigenziale si è convinto che non era possibile, nemmeno in futuro, sostenere una tecnologia di sicurezza “fatta in casa”. Lo sviluppo delle tecnologie in ambito della sicurezza, così come la gestione stessa dei data center, non sono e non dovrebbero essere una competenza di base di un’azienda di beni di consumo in rapida evoluzione come Coca-Cola.

 

Per le imprese, il Santo Graal è consentire alla propria organizzazione di muoversi velocemente e concentrarsi sul proprio principale vantaggio competitivo, rimanendo al sicuro. Un’azienda avrà successo quando si avranno a disposizione maggiori risorse per sviluppare e fornire prodotti e servizi innovativi, invece che per concentrarle tutte nell’esecuzione di sistemi back-end.

 

Ci sono cinque elementi essenziali per raggiungere questo obiettivo, e il  primo è il fatto di assicurarsi un “alleato” all’interno dell’azienda. Il secondo è educare il team su come sfruttare il cloud: diventerà la risorsa chiave in questo nuovo percorso. Trovare talenti per colmare le lacune tra le competenze e far crescere i nuovi  leader nella propria organizzazione è sempre un buon investimento. In terzo luogo, bisogna permettere la sperimentazione, cioè dare ai dipendenti la libertà di innovare, non solo accettando passivamente ma anche sbagliando. Il quarto elemento è la necessità di creare un “centro di eccellenza” sul cloud, perché sarebbe uno sbaglio prendere il gruppo dell’infrastruttura e dargli semplicemente l’etichetta “cloud”. Occorre creare un diverso team, con personale esperto in applicazioni e sicurezza, e spostare le persone internamente al team per migliorare efficacemente il contributo di ciascuna al cloud. Infine, quinto punto, bisogna coinvolgere i partner: se si esternalizzano la gestione e il mantenimento della struttura legacy, lo staff è libero di lavorare su progetti nuovi. Queste sono solo cinque delle strategie da attuare per accelerare l'adozione del cloud e diventare leader nel proprio settore, ora e per molti anni a venire.