Il lavoro da remoto, cresciuto esponenzialmente a seguito della diffusione del Covid-19, ha avuto un effetto benefico sul bilancio di Lenovo. Come già pubblicato ieri,  il gigante cinese ha fatto registrare un aumento del 53% dell’utile netto nel terzo trimestre del corrente esercizio fiscale e anche il fatturato globale è cresciuto del 7%, raggiungendo i 14,5 miliardi di dollari.

Per la prima volta da sei trimestri a questa parte, le tre principali aree di attività hanno fatto segnare tutte insieme un valore in aumento anno su anno, pertanto abbiamo provato ad analizzare l’andamento di ciascuna di esse con i manager che le guidano a livello nazionale.

Nel settore dei pc, Lenovo ha rafforzato la posizione di leader, arrivando a detenere, secondo Idc, il 25,7% del settore, davanti a Hp e Dell Technologies (rispettivamente con il 21,6 e il 15,2% di quote). Tutto il comparto ha beneficiato dell’impennata della domanda generata dalla diffusione del remote working iniziata con il lockdown della scorsa primavera: “La domanda ha fin qui sopravanzato le capacità dell’offerta”, ha confermato Emanuele Baldi, country general manager di Lenovo Italia, “e non siamo ancora usciti da questa situazione. Certamente è stato superato il picco di urgenza generato dal lockdown, ma la coda durerà ancora qualche trimestre. La penuria di componenti sta incidendo sulla puntualità nella soddisfazione delle richieste, oggi tornate a una pianificazione più razionale e meditata degli ordini. La nostra capacità di fornire più macchine rispetto alla norma ha rafforzato la posizione di leadership, poiché oggi le quote di mercato si guadagnano sapendo produrre di più e non cercando nel marketing o nella pura tecnologia gli elementi di differenziazione”.

Sul fronte infrastrutturale, il Data Center Group ha ottenuto vendite per 1,48 miliardi di dollari, in ascesa dell’11% rispetto allo scorso anno. A pesare in positivo è stata, fra l’altro, la componente legata ai cloud service provider, aumentata del 34%: “Si tratta di un fenomeno collegato alle necessità contingenti delle aziende alle prese con la gestione dello smart working”, ha commentato Alessandro De Bartolo, country manager e amministratore delegato di Lenovo Data Center Group. “In Italia stiamo ora assistendo a un ritorno di attenzione verso l’infrastruttura, per consolidare quanto implementato nella prima parte dell’anno e rafforzare elementi come la sicurezza. I budget non sono stati azzerati, ma indirizzati verso le priorità del momento. La nostra capacità di offrire soluzioni sia per chi lavora on-premise che per i cloud service provider ha fornito il corretto bilanciamento necessario per tenere il passo”.

In quest’ambito, si colloca anche il recente annuncio dell’estensione della partnership con Sap, costruita sulla nuova offerta Hana Enterprise Cloud, client edition, che utilizza i servizi infrastrutturali TruScale, i server e lo storage ThinkSystem e ThinkAgile di Lenovo.

Particolare rilievo nell’ultimo trimestre ha assunto l’andamento del Mobile Business Group, cresciuto del 39% anno su anno, ma soprattutto capace di risollevare un inizio di esercizio meno eclatante: “La modalità di utilizzo del dispositivo mobile è oggi il maggior fattore di spinta”; ha rilevato Carlo Barlocco, executive director Motorola Europe Expansion. “Appare più facile fare i numeri su mercati emergenti, ma noi siamo forti anche in quelli maturi, dove non si guarda solo al prezzo, ma conta l’uso che si fa del device e il form factor, che porta all’interesse anche verso novità come gli schermi pieghevoli. Stiamo crescendo e puntiamo a un ruolo di rincalzo rilevante in un mercato molto competitivo”.