Libra non teme le critiche. Il fronte degli oppositori della criptovaluta di Facebook, o meglio del sistema di pagamenti digitali basato sulla nuova moneta crittografica, include banche, governi nazionali, istituzioni statunitensi ed europee, garanti della privacy e organizzazioni watchguard: soggetti che a più riprese hanno tentato di chiedere lumi su un’iniziativa che spaventa. Il progetto viene criticato per l’assenza di leggi internazionali sulle monete crittografiche, perché Facebook (attraverso la controllata Calibra) entrerebbe nel territorio delle banche senza sottoporsi alle regole del settore, e perché si teme l’ulteriore controllo sui dati di mezzo mondo che il social network ne deriverà.

Dopo aver depositato lo statuto di Libra, lo scorso agosto a Ginevra, ora Facebook ribadisce l’intenzione di far debuttare la piattaforma nel 2020, come inizialmente annunciato. E a dirlo è David Marcus, ex presidente di PayPal poi messo alla guida delle attività di Facebook riguardanti la messaggistica e diventato, ora, amministratore (head) di Calibra. In un’intervista alla testata svizzera Nzz, Marcus ha dichiarato che “L’obiettivo è ancora quello di lanciare Libra l’anno prossimo. Da qui ad allora, dovremo rispondere a tutte le domande in modo adeguato, creare il giusto contesto regolatorio, avviare le operazioni della società e completare il portafoglio della sussidiaria di Facebook, Calibra. C’è ancora tanto lavoro da fare prima della fine di quest’anno”. 

Nella visione di Facebook, il cambiamento è necessario: il sistema dei pagamenti internazionale ha bisogno di evolversi, essendo ancora sostanzialmente basato sul metodo Swift, ha rimarcato il dirigente. E il cambiamento non si ferma, Libra o non Libra, considerando che in Cina un’applicazione mobile come WeChat è già comunemente usata per veicolare trasferimenti di denaro e acquisti. In terra cinese, inoltre, con tutta probabilità verrà lanciata una piattaforma di pagamenti tramite criptovaluta nazionale

David Marcus

 

Il dirigente ha detto di non essersi stupito per le critiche, prevedibili di fronte a un progetto di tale portata, e ha assicurato che l’azienda sta lavorando per risolvere le cause delle varie preoccupazioni. Marcus ha dichiarato di aspettarsi che un certo numero di banche entrino nell’elenco dei partner del progetto (elenco che attualmente include 27 società, tra cui Visa, Mastercard, PayPal e Uber). Tuttavia, ha ammesso il Ceo di Calibra, “non è chiaro quale ruolo dovrebbe svolgere il settore pubblico in tale rete. Saremmo lieti se le banche centrali fossero coinvolte”.