Per portare la fibra ottica in tutta Italia, senza esclusioni, Tim e Open Fiber scelgono la via della collaborazione. Nelle aree bianche - quelle a fallimento di mercato, in cui gli operatori di non hanno interesse a fare investimenti per la banda ultralarga - andare a braccetto è l’unica strategia che permette di sfruttare bene le infrastrutture esistenti e di non . Le aree bianche non sono la nicchia che si potrebbe pensare: corrispondono al territorio di residenza di circa un quarto della popolazione italiana, per lo più comuni di piccole dimensioni e aree a scarsa densità abitativa. Secondo la Strategia nazionale per la banda ultralarga, anche nota come Piano Banda Ultralarga o Piano Bul, la copertura in fibra ottica Ftth o in wireless Fwa dovrà essere completata entro il 2023. 

 

In base all’accordo commerciale siglato la scorsa settimana, Tim e Open Fiber potranno sfruttare le rispettive infrastrutture per offrire servizi a utenti finali (nel primo caso) e wholesale (nel secondo). Nelle aree bianche Open Fiber potrà usare le infrastrutture di rete di FiberCop (società di Tim), per un controvalore superiore ai 200 milioni di euro. Tim, invece, potrà impiegare le reti ottiche Vhcn (Very High Capacity Networks) di Open Fiber per offrire servizi a non meno di 500mila clienti. 

 

Come sottolineato dalle dichiarazioni ufficiali delle due società, l’accordo inaugura una nuova fase di relazioni tra i principali operatori infrastrutturali italiani e punta ad un più efficiente utilizzo delle risorse, nell’ottica di un’accelerazione della copertura del Paese con reti Vhcn”. Inoltre l’intesa con Tim permetterà a Open Fiber di procedere più rapidamente nella realizzazione delle infrastrutture per le aree bianche (la società si è aggiudicata le gare Infratel) e nell’attivazione delle connessioni, rispettando i tempi del proprio piano industriale. Open Fiber si è anche appena aggiudicata la gara Infratel per la fornitura di connettività in fibra nelle cosiddette aree grigie (cioè le aree che saranno coperte dalla banda ultralarga di un operatore), un contratto del valore di 3,7 miliardi di euro. 

 

“Sono orgoglioso per questo accordo, che rappresenta un ulteriore passo avanti nell’esecuzione della nostra strategia di valorizzazione degli asset”, ha dichiarato Pietro Labriola, amministratore delegato e direttore generale di Tim. “Grazie a questa operazione creiamo una nuova fonte di ricavi, generando valore per il Gruppo e i suoi azionisti. L’accordo rappresenta, inoltre, una risposta concreta all’esigenza di connettività di cittadini, imprese e Amministrazioni locali che fino ad oggi non hanno avuto accesso alle opportunità e ai benefici del digitale. Questa partnership dimostra, infine, quanto sia fondamentale avere un dialogo aperto e collaborativo con gli altri operatori, in un mercato sempre più competitivo e strategico per il Paese”.

“Siamo molto soddisfatti dell’intesa raggiunta, che apre una nuova pagina di costruttiva collaborazione nell’interesse reciproco e del Paese”, ha commentato Mario Rossetti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber. “Si tratta, infatti, di un accordo reso ancora più significativo dall’attuale contesto caratterizzato da scarsità di manodopera e aumento dei prezzi delle materie prime: rendere gli investimenti più rapidi ed efficienti è non solo razionale ma anche necessario. In particolare, le aree bianche sono per noi il punto focale su cui si concentra l’attività dell’azienda, considerando i rilevanti impatti socio-economici che derivano dalla riduzione del digital divide nelle aree interne, attraverso la realizzazione del Piano Bul”.