Il 2021 di Ptc si è chiuso all’insegna di una consolidata crescita, soprattutto in termini di utili (+54,5% anno su anno), su un giro d’affari che ha superato il valore di 1,8 miliardi di dollari (+ 24% rispetto al 2020). Molto si deve alle scelte strategiche effettuate in tempi recenti dall’azienda, tanto in termini di acquisizioni (Arena e OnShape, in modo particolare) che di evoluzione spinta sui fronti più innovativi della proposizione d’offerta: “Non trascuriamo le nostre radici legate al Cad e al Plm e non è un caso se proprio quest’anno abbiamo incassato un contratto di grande portata in questi ambiti con Volvo”, puntualizza Paolo Delnevo, general manager Southern Europe di Ptc. “Più che alla convergenza tra fisico e digitale, stiamo guardando a come il digitale può trasformare il fisico, tramite le capacità di connessione dell’Industrial IoT o l’allargamento di orizzonti generato dalla realtà aumentata. Il tutto va inquadrato nella spinta organica verso il modello as-a-Service, chiesto a gran voce dai clienti, che vogliono ridurre l’incidenza delle spese Capex e disporre sempre delle piattaforme più aggiornate”.

Una delle ultime novità introdotte dal vendor è Digital Performance Management (Dpm), uno strumento dedicato al monitoraggio delle prestazioni degli ambienti produttivi. Questo genere di soluzione non è di per sé una novità in ambito industriale, ma quanto implementato fin qui si limita perlopiù a una misurazione basata su Kpi, che dà origine a un’analisi manuale o esternalizzata dei sistemi: “Noi proponiamo una soluzione prepacchettizzata chiavi in mano, che permette non solo di monitorare le prestazioni, ma anche di dare priorità, analizzare, individuare i miglioramenti e consolidarli nel tempo”, descrive Davide De Cesaris, business development director di Ptc. “Dpm aiuta a capire dove focalizzarsi, identificare i problemi, comunicare il piano d’azione, misurare gli effetti, ripetere il processo in logica di miglioramento continuo. Il tutto con un ritorno di valore misurabile in tre mesi”.

Paolo Delnevo, general manager di Ptc per il Sud Europa

Un altro asse portante dello sviluppo futuro di Ptc riguarda la progressiva migrazione del portafoglio d’offerta in logica di fruizione as-a-service. Il salto di qualità su questo fronte è avvenuto con l’acquisizione di OnShape. Da qui ha preso corpo la piattaforma cloud della società, battezzata Atlas, verso la quale stanno convergendo tutti i prodotti, secondo una roadmap già strutturata, anche se destinata a completarsi in tempi non troppo brevi. Alcuni di questi, come la tecnologia di realtà aumentata Vuforia e il Plm Arena sono già SaaS-native, mentre soluzioni più tradizionali, come il Cad Creo e il Plm Windchill, stanno seguendo una migrazione graduale, che dovrebbe completarsi nel 2022: “Il nostro intento è far sì che le aziende possano lavorare con modalità di collaborazione flessibile, senza dover usare altri strumenti”, esplicita Fabrizio Ferro, direttore solution consulting per il Sud Europa di Ptc. “I nostri clienti stanno già percependo vantaggi che spaziano dalla riduzione del Tco alla garanzia di sicurezza e scalabilità, per arrivare alla possibilità di lavorare su qualunque dispositivo”.

Un’esperienza concreta di applicazione dei concetti esposti arriva da Microport Crm, azienda medicale focalizzata sul trattamento delle patologie cardiache, con sede principale a Shanghai, ma con un importante centro di competenza allocato a Saluggia, in provincia di Vercelli: “Un tema fondamentale per noi riguarda la gestione del ciclo di vita del prodotto, tenendo conto dello scenario, della clientela e degli interlocutori interni”, racconta il vicepresidente della società, Andrea Vinson. “Qui entra in gioco la digitalizzazione, alla base del progetto Synapsis, volto a connettere tutti gli elementi, per reagire velocemente, concentrarsi sull’innovazione senza perdere tempo in fasi collaterali”.

Se in precedenza, erano in funzione nove tool, che riuscivano a gestire solo il 50% delle necessità, l’evoluzione strategica, condotta con l’apporto delle tecnologie di Ptc, ha prodotto un progetto triennale, che porterà a integrare su un’unica piattaforma tutti i dati legati al ciclo di vita dei prodotti, per poi interfacciarsi con Erp Sap e Mes sui diversi siti produttivi: “Oggi siamo già live con il modulo di customer experience con Windchill. Nel 2022 andremo avanti con altri processi, come la migrazione del Cad su cloud), validation e risk management, per poi arrivare a bill of material e gestire l’insieme della  produzione, entro ottobre di quest’anno”, aggiunge Vinson.