I quattro più enormi giganti del digitale, Alphabet, Amazon, Apple e Facebook, sono ormai superpotenze economiche, sostenute dalla fedeltà, dai soldi e soprattutto dai dati di miliardi di utenti. Uno scenario forse irreversibile, che però richiedere di essere arginato e regolamentato più di quanto non si sia fatto finora con sporadiche multe di enti regolatori e richieste delle istituzioni. Casi come quello di Cambridge Analytica hanno sollevato polveroni mediatici senza però compromettere il modello di business dei social network e più in generale quello del Web, basato sulla estensiva raccolta e rivendita di dati di ogni genere.

 

In un’estate già attraversata dal dibattito su Libra, la criptovaluta di Facebook, e in Europa dalle prime maxi multe successive al Gdpr per episodi di data breach (oltre 183 milioni di sterline per British Airways, 99 milioni per Marriott International), in calendario c’è una giornata che si preannuncia particolarmente densa. Negli Stati Uniti i quattro colossi del Web sono sotto osservazione: il Dipartimento di Giustizia sta indagando su Google e su Apple, la Federal Trade Commission su Facebook e su Amazon.  Il 16 luglio dirigenti di tutte e quattro le aziende dovranno rispondere alle domande della politica in due audizioni in Congresso.

 

Una commissione interna alla Camera dei Rappresentanti (il corrispettivo della Camera dei deputati) martedì prossimo interrogherà Adam Cohen, direttore delle policy economiche di Google, Nate Sutton, associate general counsel for regulation di Amazon, Matt Perault, responsabile dello sviluppo delle policy di Facebook, e Kyle Andeer, vice president for corporate law di Apple, per “discutere l’enorme potere di mercato esercitato dalle piattaforme online”, segnala Reuters

 

La commissione in questione è in realtà una sottocommissione dedicata a verifiche antitrust, interna alla House Judiciary Committee. Nella stessa giornata una sottocommissione del Senato si occuperà di condurrà un’altra, distinta audizione per rappresentanti delle aziende citate. Non è chiaro, specifica l’agenzia stampa, chi siano i dirigenti convocati, ma quel che più conta è l’oggetto della discussione.

 

Accogliendo le richieste di alcuni parlamentari di entrambe le parti politiche, il mese scorso la House Judiciary Committee ha avviato un’indagine antitrust su Alphabet, Amazon, Apple e Facebook. I Repubblicani si lamentano soprattutto della presunta discriminazione fatta nei loro confronti, limitando la visibilità dei fatti e delle opinioni favorevoli al governo di Donald Trump. Rappresentanti dei Democratici (inclusa la senatrice Elizabeth Warren,  candidata per le presidenziali del 2020) hanno invece espresso preoccupazioni sul gigantismo delle quattro aziende, chiedendo loro di vendere alcune delle società acquisite negli anni per preservare la competizione del mercato.