Spostare dati e applicazioni sul cloud non è sempre facile, ma provider come Google sperano che un numero sempre maggiore di aziende si decida a farlo. La cosiddetta “migrazione” può essere la giusta scelta quando le risorse del mainframe si rivelano non più adeguate a sostenere la crescita e l’innovazione, ma non può limitarsi a un semplice spostamento di carichi di lavoro bensì richiede una conversione dei workload su linguaggi di programmazione e architetture differenti.

 

Nell’ottica di rendere più semplice e automatizzato il processo di migrazione verso il proprio cloud, Google ha acquisito una società olandese specializzata proprio in questo campo: Cornerstone Technology. E con la sua tecnologia ora si prepara a confezionare una nuova offerta di soluzioni che permetteranno ai clienti di passare dal mainframe alla Google Cloud Platform in modo più semplice.

 

Non si tratta della prima operazione fatta in questo campo: risale al 2018 l’acquisizione di Velostrata, mentre l’anno scorso sono entrate nel recinto di Google dapprima Alooma e poi CloudSimple. Con queste tre aggiunte Big G ha potenziato le proprie capacità e i propri servizi di migrazione per dati e carichi di lavoro, anche virtualizzati. 

 

Cornerstone aggiunge ulteriori tasselli: l’azienda si occupa, nello specifico, di condurre assessment sugli ambienti mainframe prima della migrazione, poi della conversione dal linguaggio di partenza a quello di destinazione e, infine, dell’automazione delle operazioni di data migration.