Traditi proprio dal portale che aveva assicurato loro tante scappatelle extraconiugali. Potrebbe essere davvero amaro il destino di quasi quaranta milioni di persone, vale a dire gli iscritti al servizio “infedele” online AshleyMadison.com, che ieri è stato attaccato dal gruppo di hacker Impact Team. Il ricatto attuato dai cybercriminali è semplice: eliminare per sempre dalla faccia di Internet il sito di dating online, così come i gemelli Cougar Life Established Men, oppure subire la pubblicazione di tutte le informazioni legate agli utenti, compresi tradimenti, fantasie sessuali segrete, dati di transazioni finanziarie, indirizzi di casa e molto altro. Non c’è da stupirsi se gli iscritti siano entrati subito in fibrillazione, compresi quelli che già avevano pagato 19 dollari per cancellarsi definitivamente dal database del portale. E sarebbe proprio questo il motivo dell’incursione: secondo gli hacker, il portale non cancellerebbe effettivamente i dati e approfitterebbe della buona fede delle persone solo per generare fatturato. Ovviamente, accogliere la proposta dei pirati informatici significherebbe la bancarotta immediata per Avid Life Media, l’azienda che gestisce queste comunità piccanti.

Il gruppo, in un comunicato stampa, oltre a confermare l’attacco non ha usato mezzi termini e ha definito gli hacker come “cyber-terroristi”. “Gli accessi non autorizzati ai nostri siti sono stati bloccati e abbiamo lavorato duro per renderli nuovamente sicuri”, sottolinea Avid Life Media nella nota diffusa ieri. Le prime notizie dell’incursione sono state rilanciate dal sito Krebs on Security, che ha sottolineato anche come l’attacco segua di pochi mesi quello simile condotto contro un altro “servizio” analogo ad AshleyMadison, vale a dire AdultFriendFinder.

Avid Life Media, in un aggiornamento sulla propria presa di posizione in merito al fattaccio, ha comunicato di avere immediatamente assunto uno dei principali team mondiali esperti in sicurezza per provare a mitigare le conseguenze dell’incursione, oltre ad aver provveduto a rimuovere dal Web tutti i messaggi e i post legati agli incidenti. Questa operazione di “pulizia” è stata resa possibile grazie al Digital Millennium Copyright Act (Dmca) degli Stati Uniti.

 

Una pagina di Ashley Madison con una parte del messaggio lasciato dagli hacker

 

Ma il tempo stringe e, con tutta probabilità, gli hacker non aspetteranno molto prima di tornare a farsi sentire. La palla ora è quindi saldamente in mano ai proprietari dei domini, che devono decidere se piegarsi al diktat e mettere tutto offline, oppure permettere ai pirati di pubblicare milioni di dati e vedersi piovere addosso di conseguenza cause legali miliardarie. Mariti e mogli infedeli sperano nella seconda opzione, mentre gli avvocati già si sfregano le mani e preparano, in un caso o nell’altro, parcelle d’oro.