AGGIORNAMENTO: Evernote ha annunciato di aver fatto marcia indietro. Dopo aver ricevuto numerosi feedback negativi sulle modifiche alle policy che aveva intenzione di implementare nel 2017, l’azienda ha pubblicato un nuovo blog post in cui spiega che “nessun dipendente potrà accedere ai contenuti senza l’esplicito consenso”. Anzi, nei prossimi mesi Evernote lavorerà per rafforzare la privacy dei dati e per rendere comunque disponibili agli utenti le tecnologie di machine learning promesse.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------

I dipendenti di Evernote potranno “ficcare il naso”, o meglio la proboscide, fra gli appunti personali degli utenti. In tempi in cui aziende come Whatsapp concedono la crittografia dei messaggi end-to-end assecondando leciti scrupoli di privacy, c’è chi va in direzione opposta. Con la nobile ragione di “migliorare il servizio”, la popolare applicazione per la gestione delle note (permette di prendere appunti, creare liste di cose da fare e organizzare elementi salvati) ha annunciato una modifica dei termini d’uso che si applicherà a partire dal prossimo 23 gennaio: ad alcuni dipendenti sarà consentito di visionare i contenuti degli utenti per esercitare un controllo sulle tecnologie di machine learning che Evernote impiega per migliorare il servizio.

Tanto è bastato per scatenare un certo allarmismo, per parlare di privacy violata e addirittura di spionaggio ai danni dell’utente. Va detto, innanzitutto, che il fine dichiarato è quello di migliorare alcune capacità dell’applicazione basate sull’intelligenza artificiale, come per esempio il saper interpretare correttamente le query di ricerca scritte in linguaggio naturale. In future versioni dell’app, inoltre, il machine learning permetterà di “automatizzare funzioni che ora richiedono procedure manuali, come la creazione di liste to-do o di itinerari di viaggio”, come promesso dal Ceo dell’azienda, Chris O’Neill.

 

 

 

Nello sviluppo di queste capacità affidate al machine learning, un limitato intervento umano è “semplicemente inevitabile per assicurarsi che tutto stia funzionando come dovrebbe”. La società ha specificato che la lista di chi può accedere ai contenuti degli utenti è corta e lo rimarrà: si tratta di un numero limitato di data scientist, opportunamente formati in tema di rispetto della privacy. Inoltre - ed è forse il punto più importante - ci sarà garanzia di anonimato, ovvero i dipendenti vedranno testi, immagini, link e dati di vario tipo ma non potranno associarli ad alcun account.

Va anche detto che le aziende abbonate a Evernote potranno decidere se sottrarsi oppure no a questo cambiamento: nel primo caso, per loro continueranno a valere i vecchi termini d’uso, mentre nel secondo potranno dare il consenso all’accesso ai dati. La medesima libertà di scelta non è però concessa all’utente comune, cioè a chi adoperi l’edizione gratuita dell’app.