IBM ha annunciato un investimento di un miliardo di dollari per supportare i propri clienti nell'uso di Linux in alternativa a Windows. Come puntualizza il Wall Street Journal non è la prima volta che Big Blue fa questa mossa a favore del sistema operativo open source: accadde fin dal 2000, quando Linux era un sistema operativo nascente e iniziava a costituire una potenziale minaccia per Microsoft.

IBM investe per supportare Linux

L'adozione di Linux nel corso degli anni è cresciuta, anche grazie al supporto da parte di IBM. Attualmente quasi tutti i datacenter del Pianeta usano il sistema operativo del Pinguino, così come i supercomputer in cima alle classifiche dei record e le grandi aziende del web come Google e Facebook.

Nonostante questo Windows continua a dominare il settore server, con il 49 per cento di quote di mercato, contro il 23 per cento di Linux. I dati si riferiscono all'ultimo report trimestrale di IDC e riguardano gli acquisti di nuovi server da parte delle imprese. IBM quindi torna a supportare il Pinguino, che ricordiamo è il sistema operativo scelto per i propri server Power e per le sue soluzioni cloud. Un aiuto interessato, giustificato dalla convinzione di una migliore efficienza e di costi più accessibili.

Grazie alla nuova iniziativa di Big Blue i clienti potranno usare gratuitamente i nuovi sistemi Power per testare le applicazioni Linux da remoto, e le aziende potranno costituire laboratori e tenere dimostrazioni presso l'Executive Briefing Center di IBM, sempre sui prodotti Power Linux.

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