Un telefono qualsiasi, senza pretese, trasformato in smartphone: il merito è di un sistema operativo, KaiOS, che può aggiungere ai feature phone dotati di scarsi requisiti tecnici (memoria, in particolare) funzionalità come le mappe con navigatore, le chat e il calendario. Una tecnologia abbastanza interessante da spingere Google a investire 22 milioni di dollari per dare una spinta all'omonima startup creatrice, intenzionata a “contribuire a ridurre il digital divide nelle società in giro per il mondo, e a creare nuove opportunità per le persone nei campi dell'educazione, della sanità e del business”. In KaiOS Technologies lavorano circa duecento dipendenti, divisi tra il quartiere generale di San Diego e le sedi estere in Francia, Germania, Brasile, India, Cina e Taiwan.

L'idea di un sistema operativo per telefoni di fascia bassa è nata nel 2011 come progetto open-source interno a FirefoxOS, per poi proseguire dal 2016 indipendentemente da Mozilla. KaiOS è attualmente supportato su modelli di Nokia/Hmd, di Alcatel e dell'indiana Reliance Jio e può essere utilizzato in Stati Uniti, Canada, India, Filippine, Tailandia, Vietnam ed Emirati Arabi, con la promessa di un'estensione ad altri mercati entro la fine di quest'anno.

Il nome KaiOS non dice molto a noi italiani, ma in India si tratta del secondo sistema operativo mobile più diffuso, dopo Android e prima di iOS. Nel mondo, a oggi sono stati venduti circa 40 milioni di terminali Nokia/Hmd, Alcatel e Reliance Jio con a bordo questa piattaforma.

Il marketplace delle applicazioni disponibili, KaiStore, include attualmente alcune utility e alcuni giochi, ma “nel vicino futuro”, sarà ampliato con “una varietà di app, fra cui social media, instant messaging, navigazione, intrattenimento in streaming e ulteriori giochi”, assicura al'azienda. E fa qualche esempio: Facebook, Twitter, Google Voice Assistant, Google Maps e Google Search saranno presto aggiunte, mentre “WhatsApp non è attualmente supportata, ma siamo consapevoli della sua importanza”, si legge sul sito di KaiOS.

 

 

Una parte dell'investimento di 22 milioni di dollari sarà destinata a potenziare le integrazioni fra la piattaforma software e le applicazioni di Google e a estendere il numero dei dispositivi supportati. I vantaggi per l'utente finale sono evidenti: “Poter avere un assistente vocale su un telefono portatile economico è davvero rivoluzionario, perché consente di superare alcune delle limitazioni che un tastierino numerico comporta”, sottolinea l'amministratore delegato di KaioS, Sebastien Codeville. Per Big G, invece, il beneficio è quello di poter raggiungere una quota ulteriore di popolazione mondiale, fornendo i propri servizi (e dunque raccogliendo dati) da decine di milioni di persone che non possono permettersi di acquistare uno smartphone.