“Un buon prodotto di design è come una ricetta: per rendere al meglio deve poter contare sugli ingredienti giusti”. Ha sfruttato il paragone culinario Alberto Comper, senior solution consultant, Digital Media di Adobe per presentare l’ultima versione della suite Creative Cloud del colosso statunitense. Giunto alla release 2015.5 (ribattezzata semplicemente “giugno 2016”), l’insieme di applicazioni e servizi per la creatività e la produttività si è arricchito di strumenti che rendono il lavoro sempre più veloce, con un punto di riferimento ormai imprescindibile: Adobe Stock. Il marketplace della software house di San Jose mette a disposizione circa 50 milioni di immagini, illustrazioni, video e altri asset che i professionisti possono prelevare direttamente dai singoli applicativi senza interrompere così il processo creativo.

La maggiore integrazione di Stock nelle applicazioni Cc permette adesso, per esempio, di selezionare un contributo grafico dal marketplace utilizzando un campo di ricerca testuale in Photoshop Cc e di inserirlo nel proprio lavoro in preview, prima di acquistarlo effettivamente con un semplice click. Una volta aggiunto alla propria libreria, l’asset è poi disponibile in tutte le altre applicazioni della suite Cc grazie alla tecnologia Creative Sync.

Il repository online di Adobe si è poi arricchito della nuova raccolta Premium: oltre 100mila lavori artistici selezionati a mano dal team dell’azienda statunitense, con il duplice obiettivo di offrire ai creativi contenuti a pagamento di una qualità ancora maggiore e di dare ai creatori di asset nuove possibilità di monetizzazione.

 

Le librerie in Photoshop Cc

 

I contributi potranno provenire direttamente dalle applicazioni per desktop e mobile, come Lightroom Cc, Bridge Cc, Photoshop Fix e Photoshop Mix. A breve, inoltre, Adobe lancerà il nuovo Stock Contributor Portal, dotato di funzioni di auto-tagging intelligenti per ridurre i tempi d’inserimento delle parole chiave. E lo stesso marketplace si arricchirà di contributi in 3D e di template per creare sigle video.

“L’integrazione consente un flusso di lavoro costante e sempre più veloce, perché anche il design ormai richiede tempi di risposta più rapidi di un tempo”, ha sottolineato Comper. Ma le novità di giugno di Cc sono anche a livello di tool. Per esempio, oltre al già noto ritaglio content-aware in Photoshop, sono disponibili face-aware liquify per creare effetti artistici sui lineamenti del viso e una tecnologia di riconoscimento dei caratteri (match font) in grado di identificare lettere e simboli nel mondo reale (magari tramite la fotocamera dello smartphone) suggerendo in automatico le font disponibili sul computer o su licenza attraverso Adobe Typekit.

Nel corso di una demo, Comper ha mostrato anche l’utilizzo di un nuovo strumento per scontornare le immagini, intervenendo anche in situazioni molto difficili e con dettagli poco nitidi. È il caso dei capelli di una ballerina, che possono essere “separati” dallo sfondo con un pennello sviluppato proprio per compiti di fino di questo genere.

Nel campo della realtà virtuale, ormai in grande fermento, la software house ha mostrato la possibilità di modificare contenuti video (girati anche in 4K) in Premiere Pro utilizzando la modalità campo visivo: è così possibile visualizzare in tempo reale l’anteprima a 360 gradi del proprio lavoro, come se si indossasse un visore per la realtà virtuale.

 

La nuova tecnologia di riconoscimento caratteri di Creative Cloud

 

Per alleggerire l’editing di video molto pesanti, Adobe ha inoltre introdotto la funzione Ingest, che permette di importare in Premiere Pro contenuti 4K ma di proseguire le operazioni con una risoluzione minore, grazie alla transcodifica avviabile in background. La tecnologia consente di utilizzare quello che è a tutti gli effetti un proxy ad hoc per snellire il lavoro sulle macchine meno potenti, eliminando i colli di bottiglia. La risoluzione delle clip viene poi sostituita con quella originale solo in fase di rendering finale e di esportazione.