Quasi cinque ore al giorno trascorse con in mano uno smartphone e un’app in esecuzione: è un dato di media, ma fa comunque un certo effetto. Nel 2021 ammonta a 4,8 ore al giorno, secondo le statistiche di App Annie, il tempo medio trascorso sulle applicazioni per smartphone da ciascun utente, considerando i trenta mercati nazionali più maturi dal punto di vista dei consumi di tecnologia. Lo “State of Mobile Report 2022” fotografa il 2021 come l’anno più “digitale” di sempre, e non soltanto per via del tempo speso online. 

Con una media di 435mila applicazioni scaricate al minuto e di 320mila dollari spesi ogni sessanta secondi (valore in crescita del 20% sul 2020), la ricerca di nuovi contenuti, servizi e strumenti a portata di “tap” è stata decisamente intensa. Aziende e sviluppatori non sono rimasti con le mani in mano: nei dodici mesi sono stati lanciati due milioni di nuove applicazioni. In questo scenario gli inserzionisti pubblicitari si sono inseriti spendendo 295 miliardi di dollari per mettere in mostra i propri marchi, prodotti  e servizi attraverso le app per smartphone, e la cifra stimata per il 2022 è ancora superiore, 350 miliardi di dollari.

Se il Google Play Store resta il marketplace più frequentato dagli utenti e il più popolato di applicazioni, anche l’ecosistema di Apple continua a crescere e a macinare profitti. La società di Cupertino ha recentemente fatto sapere che dal 2008, anno di lancio dell’App Store, gli sviluppatori iOS hanno guadagnato attraverso la piattaforma oltre 260 miliardi di dollari, considerando soltanto i ricavi dai download a pagamento (e la cifra cresce notevolmente se si conteggiano anche gli acquisti di prodotti e servizi veicolati o pubblicizzati dalle app). Al momento l’App Store vanta oltre 600 milioni di utenti attivi su base settimanale.