L’iPhone, i computer Mac, i servizi, l’Apple Watch e anche gli iPad: non c’è nulla di cui Tim Cooke e la sua azienda non possano essere soddisfatti. Il giro d’affari di Apple continua a ingigantirsi, come fotografato dal bilancio del trimestre di aprile, maggio e giugno 2021: rispetto ai numeri dell’anno precedente, i ricavi sono cresciuti del 36%, arrivando a 81,43 miliardi di dollari, mentre gli utili sono quasi raddoppiati, dagli 11,25 miliardi di dollari del secondo trimestre 2020 ai 21,74 miliardi dell'analogo periodo del 2021. L’utile per azione è stato 1,30 dollari.

 

Sono state nettamente superate le stime degli analisti, che pronosticavano 73,33 miliardi di dollari di ricavi e 1,01 dollari di utile per azione. In conferenza stampa telefonica, Tim Cook ha motivato questi successi con la capacità di Apple di conservare i clienti acquisiti e di guadagnarne di nuovi. A detta di Cook, c’è stato un numero record di primi acquisti da parte di utenti che hanno abbandonando Android, ma anche moltissimi aggiornamenti per proprietari di vecchi iPhone desiderosi di passare a modelli più nuovi.

 

Di certo l’iPhone è uno dei protagonisti del momento all’interno del mondo Apple: nel trimestre di aprile-giugno le vendite sono cresciute a valore del 50%, fino a 8,24 miliardi di dollari di giro d’affari. La seconda fonte di introiti sono i servizi, cresciuti del 33% e corrispondenti a 17,5 miliardi di dollari di ricavi trimestrali. Le vendite di computer macOS hanno portato 8,24 miliardi di dollari (+16% anno su anno), quelle di iPad 7,37 miliardi (+12%), quelle di Apple Watch, HomePod e accessori hanno fruttato 8,78 miliardi di dollari (+36%). “Continuiamo a portare avanti il nostro lavoro per infondere in tutto ciò che facciamo i valori che ci definiscono”, ha dichiarato Tim Cook, “ispirando una nuova generazione di sviluppatori affinché imparino a programmare, avvicinandosi ai nostri obiettivi ambientali per il 2030 e partecipando all’urgente compito di costruire un futuro più equo”.

 

Più pragmatiche le dichiarazioni del chief financial officer, Luca Maestri: “Nel trimestre abbiamo generato 21 miliardi di dollari di flusso di cassa operativo, abbiamo restituito quasi 29 miliardi di dollari ai nostri azionisti e abbiamo continuato a fare investimenti significativi nelle diverse attività per supportare i nostri piani di crescita a lungo termine”. Nel breve termine, invece, il Cfo si attende ancora un crescita di ricavi anno su anno a doppia cifra, ma inferiore al 36% registrato nel trimestre di aprile-giugno. 

 

 

“In primo luogo”, ha spiegato Maestri, “ci aspettiamo che l’impatto delle valute straniere sul nostro tasso di crescita anno su anno sia per tre punti percentuali meno favorevole rispetto a quanto accaduto nel trimestre di giugno. In secondo luogo, ci aspettiamo che il tasso di crescita dei servizi torni su livelli più tipici rispetto a quelli del trimestre di giugno, che è stato favorito dal confronto con alcuni servizi fortemente impattati dal lockdown del covid l’anno precedente. Terzo, ci aspettiamo che le difficoltà di approvvigionamento saranno maggiori di quelle sperimentate nel trimestre di giugno, e riguarderanno principalmente l’iPhone”. 

 

Nemmeno Apple, dunque, è aliena al problema della penuria di componenti (chip, memorie e schermi) che da più di un anno affligge i mercati tecnologici, causando difficoltà di approvvigionamento, ritardi nella produzione e un generale aumento dei costi. Anche Microsoft, nell’annuncio dei risultati finanziari del trimestre di aprile-giugno, ha registrato cali per i Surface e per le licenze Windows vendute agli Oem, incolpando del fatto la penuria di conduttori.