La pandemia di covid-19 ha cambiato, se non stravolto, moltissime cose: la nostra società, innanzitutto, ma anche il modo in cui le aziende operano e fanno lavorare i loro dipendenti. La trasformazione organizzativa incentrata sul lavoro ibrido si riflette anche sulle reti aziendale, o meglio dovrebbe riflettersi su di esse. Dalle nuove abitudini di accesso alle applicazioni, infatti, derivano nuove esigenze di sicurezza informatica e di performance. Ce ne parla Jonathan Brown, senior vice president marketing di Gtt.

 

 

Jonathan Brown, senior vice president marketing di Gtt

 

La pandemia di covid-19 ha stravolto il mondo del lavoro. La tecnologia è stata messa sotto pressione per mantenere tutti connessi e per permettere alla forza lavoro delle aziende di continuare a operare al meglio. All'inizio della pandemia, con l'improvviso passaggio alla necessità del lavoro da casa, le aziende hanno affrontato una nuova serie di sfide: dall’esigenza di un maggior numero di strumenti di collaborazione, al mantenimento di efficienti prestazioni di rete per eseguire applicazioni cloud, a un aumento delle vulnerabilità della sicurezza. 

 

I professionisti IT si sono mostrati all'altezza della situazione e hanno vinto molte di queste sfide. Tuttavia le aziende non possono permettersi di riposare sugli allori: la nuova modalità di lavoro ibrida, eredità della pandemia, porta con sé una nuova serie di complessità. Prendiamo in considerazione la ricerca di Idc che ha scoperto che più della metà dei lavoratori ha in programma di continuare a lavorare da remoto o di mettere in atto un approccio ibrido dopo il covid-19: ne consegue che le reti dovranno essere configurate per affrontare questo nuovo modo di lavorare. La flessibilità della rete, la sicurezza focalizzata sugli endpoint e l'ottimizzazione delle prestazioni delle applicazioni saranno di fondamentale importanza in questo nuovo modello di lavoro ibrido.  

 

Se questa sarà l'evoluzione, le imprese dovranno calibrare la rete per massimizzare la produttività della forza lavoro ovunque essa si trovi. Dalla larghezza di banda scalabile alla business continuity, la rete dovrà essere configurata per supportare un modello di lavoro ibrido e fornire a coloro che tornano in ufficio e anche a coloro che lavorano da remoto le funzionalità di cui hanno bisogno e che si aspettano di avere dopo l'esperienza dell'ultimo anno. Attingendo all'esperienza diretta e alle interviste fatte ai nostri clienti, abbiamo identificato i principali timori del management in vista dell'implementazione dei requisiti IT nel nuovo modello di lavoro. In questo articolo valuteremo anche cosa dovrebbero fare le imprese per preparare le loro reti al lavoro del futuro. 

 

L'imperativo della flessibilità 

 

Durante la pandemia le aziende hanno dovuto costantemente adattarsi a una situazione in continua evoluzione. E le reti sono state costrette a gestire livelli di traffico senza precedenti, dal momento che le videochiamate Zoom e Teams sono diventate la norma. I dati di Eurofound (2020) hanno messo in evidenza che quasi il 40% degli attuali occupati in territorio Ue ha iniziato a lavorare da remoto a tempo pieno a causa della pandemia. E uno studio del Pew Research Center su quasi seimila professionisti statunitensi (il cui lavoro poteva essere svolto da remoto) ha rilevato che solo il 20% degli intervistati prima della pandemia operava da casa per tutto o per la maggior parte del tempo; a metà pandemia quel numero era salito al 71%, e il 54% di essi indicava che avrebbe voluto lavorare principalmente da remoto quando si fosse tornati alla normalità.  

 

 Parlando con i clienti, risulta chiaro che la maggioranza di loro non si aspetta un ritorno del personale al 100% in ufficio. Dall'istituto di ricerca scientifica alla società multinazionale di revisione contabile, il tema del lavoro ibrido è ormai all'ordine del giorno. Tuttavia, al fine di facilitare il cosiddetto new normal, sarà necessario affrontare alcuni potenziali problemi di rete. In caso contrario potrebbero verificarsi costose interruzioni che non solo danneggeranno la produttività costringendo offline l'azienda o i suoi dipendenti, ma potrebbero anche causare danni alla reputazione. Abbiamo tutti di recente visto che impatto questo può avere quando alcuni dei più grandi siti Web globali, tra cui Amazon, Reddit e Twitch, sono crollati, facendo notizia in tutto il mondo. 

 

La priorità per gli operatori di rete, quindi, è essere sicuri di poter gestire i cambiamenti nel traffico dati. La capacità di dare priorità al traffico in rete sarà fondamentale per garantire che la larghezza di banda venga utilizzata in modo ottimale. Un approccio software-defined (SD-WAN) e una funzionalità di portale co-gestito sarà fondamentale quando le aziende passeranno alla modalità lavoro ibrido. L'adozione di queste tecnologie offrirà maggiore agilità, resilienza e affidabilità, fornendo al contempo i mezzi per dare priorità al traffico verso le applicazioni chiave, come i video, e per connettersi in modo sicuro a Internet per accedere a SaaS e alle applicazioni in cloud. 

 

 

 

 

 Investire nella connettività

 

A marzo di quest'anno abbiamo organizzato un incontro virtuale con i principali decisori IT di 13 aziende per capire quali fossero i loro piani di connettività post covid. Ciascuno di loro aveva in mente tattiche leggermente diverse dagli altri, ma le strategie generali sono risultate essere le stesse, con il requisito fondamentale di investire nella connettività per garantire una transizione senza soluzione di continuità verso un futuro di lavoro ibrido che fosse produttivo. 

 

Un executive IT di una società di revisione contabile, parte dei Big Four, ha affermato che la sua azienda non sta cercando di ridurre la connettività dell'ufficio mentre passa al mondo post covid. Al contrario, vuole offrire una buona esperienza ibrida, tale che non ci sia differenza se i dipendenti sono in ufficio o in remoto. Similmente, un cliente di un'azienda elettrica britannica ha affermato che l'obiettivo della sua azienda è rendere le riunioni più personali di quanto non siano attualmente, apportando modifiche come l'aumento della capacità VPN. 

 

Tuttavia emergono dei timori per quanto riguarda la sicurezza. Un decisore IT senior di una società di consulenza ha affermato che essa è oggi un problema enorme, con l'adozione di applicazioni SaaS sia autorizzate sia non autorizzate. È qui che entra in gioco il concetto emergente di Secure Access Service Edge (SASE), che prevede l'adozione di piattaforme di rete aziendale più agili come l’SD-WAN, integrando funzionalità di sicurezza aggiuntive. Queste ultime vanno oltre i firewall di ultima generazione, e includono strumenti di sicurezza più completi basati su cloud e più direttamente collegati al singolo utente. Questo approccio vuole integrare tutti gli aspetti relativi alla rete e alla sicurezza, per ridurre al minimo le lacune nella sicurezza e massimizzare le prestazioni, migliorando al contempo la visibilità e l'efficienza della rete. 

 

I tre punti chiave: collaborazione, cloud e sicurezza

 

Risulta chiaro, dalle nostre conversazioni con i decisori IT, che le aziende sono già sulla buona strada nella pianificazione della modalità di lavoro ibrida. Diversi requisiti importanti guideranno le strategie di rete. Il primo è la collaborazione. Le videoconferenze hanno permesso ai dipendenti di rimanere connessi durante la pandemia pur se in modo virtuale, dalle riunioni del consiglio di amministrazione ai drink dopo l'orario di lavoro. La necessità di strumenti di collaborazione è destinata a rimanere, visti i vantaggi per le aziende che riducono le spese di viaggio e per i dipendenti che modificano il loro comportamento. Il lavoro ibrido comporterà che i dipendenti rimangano relativamente distribuiti tra casa e ufficio, e pertanto sarà necessario supportare una combinazione di incontri di persona e virtuali. La domanda di piattaforme di collaborazione digitale richiederà maggiore capacità alle reti aziendali: se tutti contemporaneamente si trovano a effettuare una videoconferenza in rete c'è la possibilità che la piattaforma possa bloccarsi. Questo crea la potenziale necessità di aggiornamenti della larghezza di banda per garantire una connettività Internet sicura di alta qualità nei luoghi di lavoro. 

 

In secondo luogo, il cloud ha fornito un'ancora di salvezza a molte aziende durante la pandemia. I loro dipendenti hanno potuto accedere senza problemi ai dati aziendali e condividere file con colleghi, clienti e partner indipendentemente dall'ora o dal luogo. Tuttavia, la maggiore dipendenza dal cloud va di pari passo con la necessità di un Internet breakout sicuro per l'ufficio e di una tecnologia di rete software-defined per consentire prestazioni ottimizzate delle applicazioni. L’SD-WAN consentirà di dare le priorità al traffico e assicurerà che la larghezza di banda venga allocata nel modo ottimale. Questa capacità di dare priorità al traffico attraverso le reti garantisce che l'aumento dell'uso delle piattaforme cloud non superi la disponibilità della larghezza di banda, così da non avere applicazioni che vengono eseguite lentamente o che addirittura si bloccano. 

 

Il terzo aspetto è la sicurezza. Il panorama delle minacce informatiche in crescita ha fatto sì che la sicurezza sia diventata una priorità assoluta per i decisori IT. Secondo le stime del World Economic Forum, gli attacchi informatici sono aumentati del 238% a livello globale tra febbraio e aprile 2020, all'inizio della pandemia globale. L'ampliamento del perimetro della rete e le nuove tecnologie di sicurezza per l'accesso basato sull'identità si sono guadagnate una maggiore attenzione come parte di una strategia IT aziendale globale. I dipendenti che lavorano da remoto non sono protetti quanto lo sarebbero in un tipico ambiente LAN di un ufficio. I criminali informatici ne sono consapevoli, stanno sfruttando appieno la situazione e, di conseguenza, gli attacchi informatici hanno raggiunto livelli record. 

 

I team IT devono spostare l'attenzione sulle più recenti tecniche di sicurezza basate sullo "zero trust", che prevede che l'accesso alla rete sia abilitato attraverso un confine di accesso logico basato su identità e contesto per un'applicazione o un insieme di applicazioni, piuttosto che da un modello convenzionale basato su una sicurezza perimetrale. L'introduzione del SASE fa fare a questa protezione un ulteriore passo avanti. Il SASE tratta l'azienda come una rete distribuita di connessioni endpoint. Gli utenti possono accedere alle proprie risorse in modo rapido ed efficiente, ovunque si trovino. Allo stesso tempo, i decisori IT possono mantenere un approccio zero trust su tutta la loro rete per una maggiore sicurezza delle risorse IT e dei dati aziendali vitali.