Preparare la strada per il 5G significa soprattutto rafforzare le tecnologie esistenti, allo scopo di trasformarle nel punto di partenza ottimale per sviluppare soluzioni affidabili e compatibili con quanto già presente sul mercato. Non è un caso che al centro del lavoro di Qualcomm, uno dei principali player quando si parla di reti mobili di nuova generazione, si trovi il consolidamento della tecnologia Lte Advanced Pro, che per l’azienda di San Diego rappresenta le solide fondamenta su cui costruire la propria roadmap per il 5G New Radio (Nr). Rispettando la classica cadenza annuale, Qualcomm ha svelato in queste ore la nuova generazione di modem multimode Snapdragon Lte della serie X. Il modello X24 (Cat 20) arriva a distanza di 12 mesi dal chip X20, che ha trovato posto nei nuovi Snapdragon 845 in arrivo prossimamente sul mercato, e dopo due anni dalla variante X16, integrata nei system-on-chip Snapdragon 835 e prima in assoluto a supportare ufficialmente il multi-gigabit (1 Gbps).

Gli avanzamenti che caratterizzano la soluzione sono rilevanti. E non poteva essere altrimenti, in quanto il gruppo californiano è atteso al varco l’anno prossimo con il primo modem 5G “ufficiale”, l’X50. Innanzitutto la novità riguarda il processo produttivo, perché l’X24 è fabbricato a 7 nanometri, con tutti i naturali benefici in termini di consumi e footprint minori. Dal punto di vista prestazionale, il modem tocca una velocità di picco teorica in download di ben 2 Gbps, raddoppiando di fatto le performance dell’X16.

Un salto in avanti reso possibile sia dalla gestione di venti differenti flussi di dati, sia da una carrier aggregation 7x affiancata al 4x4 Mimo, con cui gli operatori potranno sfruttare al meglio tutte le porzioni di spettro licenziate e libere. Una caratteristica, quest’ultima, già oggi di vitale importanza per il Gigabit Lte, perché dà la possibilità anche ai provider più piccoli di utilizzare lo spettro non licenziato per offrire servizi avanzati.

In uplink, invece, il modem supporta velocità Cat 20, 3x20 MHz carrier aggregation e una modulazione massima di 256-Qam. Integrato nello Snapdragon X24 si trovano anche un modulo ricetrasmettitore costruito con processo a 14 nanometri Finfet e la tecnologia Qet5100 Envelope Tracker.

Considerando che il 5G non si diffonderà da un giorno all’altro e la sua implementazione sarà a fasi (anche per salvaguardare gli investimenti già effettuati dagli operatori), è evidente come la tecnologia Gigabite Lte sia fondamentale per il successo delle reti di quinta generazione. Anche perché senza l’infrastruttura esistente gli utenti mobile sarebbero i primi ad accorgersi del crollo delle prestazioni nel caso in cui, ad esempio, dovessero allontanarsi da un hotspot 5G.

Ma Qualcomm non sta lavorando soltanto dal punto di vista dei chipset. L’azienda lancerà nella prima metà del 2018 anche un nuovo kit di sviluppo per l’Internet delle cose, pensato per il modem multimode Mdm9206, e un set di servizi edge wireless. Nel primo caso si parla di una soluzione progettata per aiutare Oem, sviluppatori e player del mercato IoT (che già oggi frutta a Qualcomm un miliardo di dollari) a creare nuove applicazioni da utilizzare con gli oggetti connessi.

 

Fonte: Qualcomm

 

L’Sdk mette a disposizione degli sviluppatori tutte le risorse necessarie per progettare software compatibile con il processore Cortex A7 presente nel modem, oltre che un’ampia raccolta di strumenti adatti a far leva sulle capacità del chip. L’Mdm9206, introdotto un paio di anni fa, supporta in modo nativo diverse piattaforme cloud (da quella di Alibaba a Ericsson, passando per Verizon), ma i developer possono aggiungere il supporto anche ad altri operatori.

Infine, entro la fine dell’anno Qualcomm porterà sul mercato nuovi servizi edge wireless, pensati per la gestione completa dell’intero ciclo di vita degli oggetti connessi. Dall’onboarding dei dispositivi all’attivazione di funzionalità, passando per aggiornamenti software e distribuzione di patch, i nuovi servizi verranno messi a disposizione tramite Api inizialmente su tre chipset selezionati (Mdm9206, Mdm9628 e Qca4020) per arrivare poi anche sulla piattaforma Snapdragon, abilitando così la gestione del parco mobile con soluzioni di device management di terze parti.