Per i Pc si sta per chiudere un anno fortunato: nel 2021 le vendite segnano un +13,5% a volume. Stando ai monitoraggi di Idc eseguiti in una novantina di Paesi, quest’anno il conteggio dei personal computer (ed estesi a sistemi desktop, notebook, due-in-uno e workstation) consegnati alla distribuzione arriverà a 344,7 milioni. Considerando solo il quarto trimestre, tuttavia, i volumi sono in calo del 3,4% anno su anno e la causa va attribuita ancora una volta all’ormai famigerata crisi dei semiconduttori. 

La difficoltà a reperire componenti dai fornitori ha rallentato la produzione in tutto il mercato, causando anche un rialzo dei prezzi che dai passaggi intermedi della supply chain si è propagato fino ai consumatori. Costretti a scegliere, i produttori Oem hanno dato priorità ai modelli destinati alle aziende, che garantiscono migliori margini. I tablet seguono un simile andamento, evidenziando una crescita del 4,3% nell’intero 2021 versus 2020 ma un calo anno su anno dell’8,6% nel quarto trimestre.

“Abbiamo osservato un certo rallentamento della domanda dei consumatori in alcuni segmenti e mercati”, ha commentato Jitesh Ubrani, research manager di Idc, “ma la richiesta di modelli per il gaming resta un’eccezione e nel complesso la domanda è ben superiore ai livelli pre pandemia. In aggiunta a questo, un’iniziale saturazione di alcuni mercati nel settore scolastico è un’altra ragione per abbassare le aspettative per i prossimi trimestri”.

 


Dopo due anni di crescita a doppia cifra percentuale, quindi, Idc prevede che nel 2022 le vendite di Pc su scala mondiale comincino a rallentare. Guardando però più avanti nel tempo, al 2025, la stessa Idc si attende ancora tassi di crescita intorno a una media annua del 3,3%, con i notebook a fare da traino. Le vendite di tablet, invece, torneranno a calare sotto peso della concorrenza degli smartphone e dei Pc portatili.

“Ci aspettiamo che il recente rallentamento del segmento consumer prosegua nel 2022”, ha aggiunto Ubrani, “ma nel lungo periodo questo mercato avrà una crescita quinquennale simile a quella del segmento aziendale. Dei tre segmenti di mercato, cioè aziendale, consumer e scolastico, sembra che quello aziendale sia l’unico destinato a crescere nel 2022”. Il rallentamento del segmento consumer, ha spiegato l’analista, è dovuto in parte alle difficoltà della supply chain e in parte al fatto che, dopo le ondate dei nuovi acquisti realizzati tra il 2020 e il 2021, ci vorrà un po’ di tempo prima che consumatori sentano il bisogno di comprare un nuovo Pc.