Fuochi di artificio non ne vedremo, ma neppure scivoloni. Secondo le previsioni di Gartner per i computer (da scrivania e portatili), per gli smartphone e per i tablet l'andamento delle vendite sarà pressoché stabile, in leggera crescita o flessione, a seconda del tipo di dispositivo, da qui al 2020. Troppo presto per sbilanciarsi in numeri esatti, forse, ma la sostanza sembra piuttosto chiara per gli analisti della società di ricerca: nel mondo, per i Pc fissi e portatili le consegne in distribuzione passeranno dai 262 milioni del 2017 ai 260 milioni di quest'anno, per poi salire a 262 milioni nell'anno zero del prossimo decennio; per quelli che Gartner chiama dispositivi “ultramobile”, cioè i tablet, i convertibili e i Pc superleggeri, si scenderà dai 158 milioni del 2017 ai 151 milioni previsti per il 2020; andamento positivo, anche se non gagliardo, per gli smartphone, che passeranno nel periodo da 1,84 a 1,9 miliardi di unità distribuite.

La somma di tutte queste categorie di prodotto compone quello che Gartner chiama “mercato dei device”, per il quale si prospetta una modesta crescita dello 0,9% dai 2,26 miliardi di unità vendute l'anno scorso al volume di 2,28 miliardi atteso per il 2018. Vi contribuiscono soprattutto gli smartphone, con un 1,4% di crescita stimata anno su anno, mentre – come abbiamo visto – sia i computer sia le tavolette remeranno in direzione opposta.

Il motivo? Non uno solo, probabilmente, giacché da tempo gli analisti di Gartner e i colleghi di Idc e altre società sottolineano come il ciclo di vita dei computer si sia allungato, mentre per gli smartphone la corsa all'acquisto sia oggi naturalmente più lenta rispetto a qualche anno fa, quando il mercato era ancora immaturo. Ci sono però altre dinamiche da considerare: i prezzi, per esempio. La scarsa disponibilità di memorie Dram lungo la supply chain impatta sui costi degli Oem, i quali riversano questi rincari sul consumatore finale. “I produttori di Pc continueranno ad aumentare i prezzi nel corso del 2018”, assicura Ranjit Atwal, research director di Gartner. “Anche la presenza di schermi di dimensioni maggiori e di più schede grafiche significa che i costi saliranno, gonfiando la spesa in hardware per famiglie e aziende”.

Altra dinamica attesa è l'aumento degli acquisti di modelli di fascia alta da parte di aziende e professionisti: per il segmento dei Pc premium e ultramobile si prevede un incremento del 12% rispetto al 2017. C'è poi un altro fattore, sebbene non immediato, da considerare: la fine del supporto a Windows 7, che Microsoft ha messo in agenda a gennaio 2020. “Per le aziende diventerà di primaria importanza la migrazione da Windows 10 il piùpresto possibile, e sicuramente entro la fine del 2019”, rimarca Atwal.

 

 

 

L'analisi geografica del mercato mette in primo piano la Cina, responsabile di oltre un quinto della spesa in Pc, tablet e smartphone stimata da Gartner per il 2018. Nel gigantesco Paese, tuttavia, per quest'anno si attende un calo della domanda di smartphone, così come di quella di Pc tradizionali, con ovvie ricadute sui numeri globali. D'altra parte fungeranno da stimolo agli acquisti sia il rilascio di una versione “cinese” di Windows 10 sia il desiderio degli utenti iPhone di passare a modelli più recenti.