Colmare il divario tecnologico tra le generazioni: è l’obiettivo con cui nasce il Servizio civile digitale, sull’onda di un 2020 in cui la pandemia e i conseguenti lockdown hanno reso ancor più importanti per i cittadini italiani i servizi veicolati dal Web e dalle app. Inclusi quelli della Pubblica Amministrazione. Questa nuova declinazione del Servizio civile rientra, infatti, nella  finalità del programma “Repubblica digitale” promosso dalla ministra per l'Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano. L’iniziativa nasce, in realtà, da un accordo fra il suo ministero e quello per le Politiche giovanili e lo sport, guidato da Vincenzo Spadafora: dopo la firma, a Roma, del Protocollo d'intesa, parte ora la fase di sperimentazione, della durata di un anno.

 

I futuri operatori del servizio civile digitale saranno sostanzialmente dei “facilitatori digitali”, che potranno aiutare i meno giovani ad approcciarsi alle tecnologie, così da poter godere appieno dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione centrale e locale. Nel primo anno di sperimentazione è previsto che un migliaio di volontari vengano “adeguatamente formati a operare sul territorio, nei quartieri, nelle comunità locali e negli spazi pubblici organizzati per  accogliere e guidare coloro che hanno bisogno di supporto nell'utilizzo delle tecnologie”, spiega una nota del ministero dell’Innovazione. 

 

L'avviso pubblico per la presentazione di programmi di intervento e progetti per il Servizio civile digitale sarà rivolto agli enti accreditati presso l'Albo del Servizio civile universale e pubblicato all'inizio del nuovo anno sul sito del Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale”, specifica il ministero. Gli enti che aderiranno all’iniziativa seguiranno un percorso formativo di accompagnamento guidato dal Dipartimento per le politiche giovani e il servizio civile universale e dal Dipartimento per la trasformazione digitale, che assisteranno enti e volontari nello sviluppo della sperimentazione.

 

“Le ragazze e i ragazzi del Servizio civile digitale”, ha affermato la ministra Pisano, “saranno impegnati nell’aiutare i cittadini, a partire dalle persone anziane e da coloro che hanno meno confidenza con le tecnologie, ad ottenere e utilizzare i nuovi servizi digitali della Pubblica amministrazione come il Sistema pubblico di identità digitale (Spid) oppure l’app “Io” per accedere ai servizi pubblici da cellulare. Credo fortemente nel passaggio di competenze tecnologiche dai più giovani e tecnologici verso generazioni meno digitali ed è per questo che mi sono spesa fin dall’inizio del mio mandato per realizzare questo progetto. È soprattutto compito dello Stato fare in modo che nessun cittadino sia lasciato indietro, in particolare chi ha più difficoltà nell’uso di nuovi servizi digitali. Se la digitalizzazione non riguarda tutti come si potrà parlare di  rivoluzione digitale?”.