Monitoraggio, visibilità, troubleshooting, automazione e ottimizzazione delle prestazioni delle reti: questo può fare Contrail Insights un nuovo servizio per aziende e service provider presentato da Juniper Netwoks, con il quale è possibile ottenere “visibilità end-to-end in ambienti fisici e multicloud, per eliminare qualsiasi potenziale problema, con operazioni più semplici ed efficaci”. Tecnicamente si tratta di una piattaforma software costruita su un’architettura a microservizi scalabile orizzontalmente e basata sui container Docker: una struttura che assicura indipendenza di funzionamento a ciascun microservizio e scalabilità nel deployment.

 

Inserita nelle offerte Contrail Enterprise Multicloud (per le aziende) e Contrail Cloud (per i service provider), questa soluzione nasce da una necessità: sta diventando sempre più difficile monitorare i data center, perché in questi ambienti vengono continuamente aggiunti nuovi software, nuove infrastrutture e nuovi servizi per creare applicazioni cloud native. “I framework cloud all’interno dei data center hanno reso possibile un’elevata automazione dell’infrastruttura, ma hanno incrementato la complessità operativa”, fa notare Bikash Koley, chief technology officer di Juniper Networks. “Abbiamo progettato Contrail Insights per dare visibilità sui problemi di troubleshooting e di analisi di oggi con potenti strumenti per la scoperta e l’analisi in tutti i livelli della rete”.

 La nuova soluzione permette di ottenere visibilità sui dati storici e dati real time per tutti i livelli dell’infrastruttura, e così facendo aiuta a rilevare eventuali problemi di prestazioni o sicurezza.  Il software esegue analytics predittivi sul flusso in streaming dei dati di telemetria, inoltre impiega il machine learning per evidenziare correlazioni tra eventi o problemi all’interno delle reti monitorate, derivando in questo modo dei dati storici. Queste due attività permettono di capire se tutto stia funzionando al meglio nell’intera infrastruttura del data center, dalle reti overlay e underlay ai server fisici e virtuali e ai rispettivi workload. 

 

 

 

La correlazione overlay-underlay e le funzioni di pathfinding permettono di scoprire le cause iniziali di un problema. I risultati delle analisi vengono tradotti in grafici di vario genere così da risultare comprensibili al colpo d’occhio. La nuova rappresentazione con heatmap della topologia del data center permette agli operatori di osservare l’intero data center, per poi ispezionare nel dettaglio eventuali problemi localizzati.

 

A tutto ciò si aggiungono il troubleshooting e azioni di rimedio automatiche. Grazie a diversi tipi di indagine (query top-N e query drill down) si possono identificare problemi come hotspot, microburst, risorse monopolizzate ed elementi di disturbo sulla rete.