Per Pat Gelsinger, un ritorno di fiamma: tornerà tra le fila di Intel, questa volta come amministratore delegato, abbandonando Vmware. Un ritorno, appunto, perché nella società di Santa Clara il manager era stato il chief technology officer per cinque anni, dal 2000 al 2005, e ancor prima per trent’anni aveva lavorato come senior vice president e direttore generale della divisione Digital Enterprise Group. Questa lunga relazione si era poi interrotta, consentendogli di diventare presidente e chief operating officer di Emc e, infine, di traslocare in Vmware. Qui ha ricoperto la carica di Ceo per oltre otto anni.

 

“Sono elettrizzato e onorato di ritornare in Intel come Ceo. Avevo 18 anni quando entrai in azienda, appena terminato il Lincoln Technical Institute”, ha dichiarato Gelsinger. “Intel mi ha poi aiutato a proseguire con gli studi alla Santa Clara University e alla Stanford University. L’azienda mi ha anche dato l’opportunità di lavorare in prima linea nell’innovazione dei semiconduttori, con i migliori e più brillanti talenti del mercato”. In Intel, Gelsinger ha contribuito, fra le altre cose, allo sviluppo dell’architettura 80486 e dei processori Core e Xeon. 

 

La società di Santa Clara potrà ora voltare pagina, dopo i due anni trascorsi sotto la guida di Bob Swan (che nel gennaio del 2019 aveva rimpiazzato Brian Krzanich, costretto alle dimissioni a causa di una relazione con una dipendente). Che cosa ha in serbo il futuro per Intel? Al momento le dichiarazioni di strategia di Gelsinger sono vaghe: “La storia di Intel è importante, ma la trasformazione da una società di Cpu a una società di Xpu multi-architettura è eccitante e la nostra opportunità, come produttore leader mondiale nel campo dei semiconduttori, non è mai stata così grande. Vi dirò di più nel medio termine a proposito della mia visione e strategia per Intel, ma so che possiamo continuare ad accelerare con l’innovazione, a rafforzare il nostro core business e a creare valore per i nostri investitori, clienti e dipendenti”. 

 

Il nuovo amministratore delegato si è tenuto ben lontano dal citare la questione al centro delle indiscrezioni recenti, quella di un’eventuale rinuncia alla produzione di alcune future linee di chip, che potrebbero venire affidate a fornitori esterni, forse a Tsmc. Quello della capacità produttiva è sicuramente una problema che Intel, anche grazie alla guida di Gelsinger, dovrà presto affrontare.

 

Intanto, Vmware si è subito attivata per riempire il vuoto. L’azienda ha fatto sapere che il suo consiglio di amministrazione (di cui peraltro Gelsinger continuerà a far parte) ha già cominciato a cercare un possibile candidato al ruolo di Ceo “permanente”. Si rinuncerà, quindi, all’opzione di un rimpiazzo immediato con una nomina ad interim. Paul Sagan, membro del Cda e presidente della commissione Compensation and Corporate Governance, ha rassicurato sul fatto che “il business di Vmware è in buone mani, grazie a un gruppo dirigenziale di comprovata esperienza, e le priorità strategiche dell’azienda sono allineate a ciò che oggi, in questi tempi senza precedenti, i clienti richiedono”.