La concorrenza aumenta per chi produce schermi destinati agli smartphone o ai televisori. Samsung ha deciso di affrontare l’invadente presenza dei produttori cinesi e la loro aggressiva politica di prezzo con un investimento da 10.000 miliardi di won sudcoreani, circa 11 miliardi di dollari. Più precisamente è Samsung Display, la società che produce schermi per televisori, telefoni, tablet e altri dispositivi, ad aver annunciato di voler spendere questa cifra per aggiornare le proprie linee produttive, rendendole capaci di sfornare componenti tecnologicamente più avanzati di quelli attuali. E più avanzati, soprattutto, dei prodotti offerti dai concorrenti cinesi. 

L’annuncio è giunto nell’ambito di un evento presenziato dal vice chairman di Samsung Electronics, Jay Y. Lee, e dal presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in. Che l’investimento abbia un significato politico, oltre che strategico per l’azienda, lo si evince  anche dal fatto che il governo sudcoreano si è impegnato a sua volta a investire negli schermi di nuova generazione circa 400 miliardi di won (335,4 milioni di dollari).

Samsung dunque punterà sulla qualità e sull’innovazione tecnologica, nell’impossibilità di competere solamente sul piano dei prezzi. Arriveranno sul mercato nuovi schermi ad altissima risoluzione “quantum dot”, cioè QLED, mentre per contro l’azienda ha deciso di interrompere la produzione di pannelli a tecnologia LED, una tipologia su cui la concorrenza cinese è molto forte. La tecnologia QLED non soltanto assicura risoluzioni d’immagine maggiori e colori più profondi e brillanti, ma permette anche di realizzare pannelli flessibili di dimensioni ampie.

Il budget multimiliardario sarà destinato sia ad attività di ricerca, sia alla modernizzazione degli impianti, e a detta di Samsung creerà ben 81mila nuovi posti di lavoro. Tra i progetti già definiti, sarà realizzata una nuova linea produttiva per gli schermi QLED nella fabbrica sudcoreana della città di Asan: entrerà in funzione nel 2021, potendo inizialmente sfornare circa 30mila pannelli da oltre 65 pollici al mese, per poi aumentare gradualmente la capacità negli anni successivi.