Samsung è pronta a spegnere il suo cloud pubblico. Nel 2016 l’azienda sudcoreana acquisì Joyent, uno dei primi protagonisti di questa nuova forma di consumo dell’It e all’avanguardia anche sul fronte dei container. Come ha spiegato in un blog post Steve Tuck, presidente e chief operating officer di Joyent, le cose stanno per cambiare: dal prossimo novembre l’azienda (che ha mantenuto la propria identità malgrado l’acquisizione) non offrirà più soluzioni di cloud pubblico ma manterrà esclusivamente la propria offerta per clienti hyperscaler (“come Samsung”) in ambienti single-tenant. Uscendo dai tecnicismi, significa sostanzialmente che i servizi di Joyent saranno utilizzati esclusivamente dal chaebol. “Questo significa che tutti gli utilizzatori della nostra piattaforma di cloud pubblico dovranno trovarsi una nuova casa”, ha scritto Tuck.

Joyent si impegna a offrire pieno supporto per garantire una transizione verso altri sistemi che sia la più fluida possibile. “Stiamo lavorando per trovare il luogo idealer per i nostri clienti on-demand, a seconda dei loro bisogni”, ha sottolineato il presidente e Coo della società. Un’alternativa potrebbe essere l’integrazione del software open source di Joyent ma in versione on-premise, oppure affidare i servizi a fornitori terzi come Softlayer.

Evidentemente, l’integrazione attesa in seguito dall’acquisizione non ha dato i frutti sperati. Joyent si è trovata a competere con colossi come Amazon Web Services, Microsoft e Azure e le sue piccole dimensioni (pur supportate da Samsung) nulla hanno potuto. Come ricorda la testata The Register, nel 2017 l’azienda fu inserita da Gartner nel riquadro “player di nicchia”, per poi scomparire completamente, insieme ad altre sette società, dal Magic Quadrant.