Dallo scoppio della guerra in Ucraina, la lista delle aziende (tecnologiche e non) che hanno interrotto le attività di vendita in Russia si è allungata di giorno in giorno. Ma ora una società tecnologica ha fatto una scelta ulteriore, dal sapore definitivo: Schneider Electric venderà la propria filiale russa al team di dirigenti che la guida. La società francese, specializzata in sistemi e software per la distribuzione elettrica, la regolazione termica e l'automazione, ricaverà da tale disinvestimento una somma stimata di 300 milioni di euro.

 

Già dallo scorso febbraio, all’indomani dell’invasione militare, Schneider Electric aveva interrotto ogni nuovo investimento e nuovo ordine destinato al mercato russo. Ora da un comunicato stampa si apprende che  “dopo un’attenta valutazione del suo assetto e delle opzioni, Schneider Electric oggi annuncia di aver firmato una Lettera di Intenti per vendere le attività di Schneider Electric Russia al team dirigenziale locale”.

 

L’esito dell’operazione è ancora soggetto all’approvazione delle autorità locali. Nel frattempo Schneider “sta pianificando un  trasferimento ordinato e destinerà delle risorse per supportare i dipendenti in Russia e Bielorussia durante questo procedimento”, ha fatto sapere l’azienda. 

 

La notizia giunge a pochi giorni da un simile annuncio di Michelin. La società produttrice di pneumatici, anche sull’onda delle difficoltà di supply chain, ha deciso di cedere le attività russe al team di dirigenti locali, proprio come farà anche Schneider Electric. E una decisione simile è stata presa anche da un concorrente di Michelin, Nokian Tyres.