Tecnicamente sono definiti aiuti di stato, in termini concreti sono denari che la Commissione Europea elargisce ai 27 governi dell’Unione per finanziare progetti di sviluppo. Quelli che riguardano la diffusione delle reti in banda larga. Il pacchetto approvato (nel 2010) vale 1,8 miliardi di euro, cifra che segna il nuovo record di sussidi stanziati dall’organismo di Bruxelles per il broadband e che quadruplica il valore di quelli distribuiti l’anno precedente, e cioè 406 milioni di euro.

La UE ha stanziato nel 2010 1,8 miliardi di euro per la banda larga



Il budget, che secondo la Ue potrebbe generare potenzialmente sino a 3,5 miliardi di ulteriori investimenti nel settore, è finalizzato a supportare 20 diversi progetti che hanno per oggetto la posa di reti in fibra ottica (in Catalogna) o l’estensione dei servizi ultraveloci nelle aree rurali e remote. Fra queste, oltre a Finlandia, Svezia e Baviera (Germania), concorre anche l’Italia e più precisamente i piani per la riduzione del digital divide proposti da Lombardia e Trentino, il programma nazionale per la copertura delle aree rurali e per il distretto industriale di Lucca.

Joaquin Almunia, il Commissario Ue alla concorrenza, ha espresso molto entusiasmo circa la valenza del piano rimarcando in proposito come gli investimenti per le infrastrutture per la banda larga siano “cruciali per creare occupazione, migliorare la performance economica e sbloccare il potenziale competitivo dell’Unione Europea nel lungo periodo”. E la maggiore diffusione del broadband è non a caso uno dei punti chiave del piano economico decennale 2020 presentato dalla Commissione lo scorso marzo. Commissione che per il periodo 2007-2013 ha complessivamente allocato 2,3 miliardi di euro di fondi strutturali per le infrastrutture in banda larga e ulteriori 12,9 miliardi per i servizi della cosiddetta società dell’informazione.